Fedex, dopo aver attraversato il portale 🕳️, non si ritrovò su un pianeta 🪐 come aveva immaginato. Non vi era terra sotto i suoi piedi, né cielo sopra la sua testa. Non vi erano montagne ⛰️, oceani 🌊 o foreste 🌲 aliene ad accoglierlo. Al contrario, davanti a lui si estendeva l’immensità del vuoto cosmico. Milioni di stelle ⭐ brillavano in lontananza, apparentemente immobili, mentre il corpo di Fedex fluttuava senza alcun controllo nell’oscurità infinita.
Inizialmente rimase confuso, incapace persino di comprendere dove si trovasse. Poi tentò di respirare.
Non entrò aria nei suoi polmoni.
Fu allora che comprese il terribile errore. Non era semplicemente finito in un luogo sconosciuto: era stato gettato nel vuoto dello spazio, senza alcuna protezione. Il freddo iniziò lentamente a penetrare nel suo corpo, mentre le sue membra perdevano sensibilità. Fedex cercò disperatamente di muoversi, ma non vi era nulla a cui aggrapparsi e, per quanto si sforzasse, non riusciva a trovare una via di fuga.
«Dio!» gridò, o almeno tentò di farlo, mentre la sua voce si perdeva nell’immensità del vuoto. «Dio, aiutami!»
Nessuna risposta.
Fedex provò nuovamente a chiamarlo, questa volta con tutta la forza che gli rimaneva. «DIO!»
Ancora una volta, il silenzio fu l’unica risposta.
Il tempo passava e le sue forze diminuivano. La vista iniziò a farsi sfocata, il corpo sempre più rigido e la coscienza lentamente abbandonava la sua mente. Proprio quando Fedex era ormai convinto che quella sarebbe stata la fine della sua lunga storia.
∞3 82€5985 91 .8∞√€2∞6€2Per qualche misteriosa ragione, quella volta Dio fu benevolo.
Il Dio Porco decise di concedere a Fedex un’altra possibilità.
Il problema era che Fedex aveva ormai perso i sensi.
Il suo corpo continuava a fluttuare nello spazio, ormai completamente privo di forze, mentre la morte si avvicinava lentamente. Fu allora che qualcosa lo colpì in pieno. Un’enorme struttura metallica 🔩 attraversò l’oscurità e Fedex venne trascinato con essa. Per qualche istante non seppe cosa stesse accadendo, poi riaprì gli occhi 👁️ e si ritrovò davanti a qualcosa che gli ricordava terribilmente le sue vecchie barche volanti.
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Solo che quella non era una barca. 🛥️
Era una navicella spaziale. 🚀
Con le ultime forze rimaste, Fedex riuscì ad aggrapparsi alla sua superficie. Non sapeva chi l’avesse costruita, né dove fosse diretta, ma in quel momento non gli importava. Voleva soltanto sopravvivere. Poco dopo, una porta della navicella si aprì e alcune creature vestite con strane tute apparvero davanti a lui. Lo osservarono per qualche secondo con evidente stupore, poi lo trascinarono all’interno.
Non appena la porta si richiuse, Fedex poté finalmente respirare.
Inspirò violentemente, iniziando a tossire senza riuscire a fermarsi.
Per qualche minuto ⏱ rimase piegato a terra, cercando di recuperare le forze, finché l e n t a m e n t e riuscì a riprendersi. Quando finalmente alzò lo sguardo, si accorse che praticamente tutti gli abitanti della navicella lo stavano fissando.
La cosa non lo sorprese particolarmente. Dopotutto, non era esattamente comune incontrare nello spazio un essere umanoide con la testa di un maiale. 🐷
Fedex, tuttavia, si accorse presto che tra quelle persone vi erano anche altri esseri tutt’altro che umani. Alcuni possedevano forme che non aveva mai visto prima, altri avevano caratteristiche che sembravano appartenere a creature provenienti da mondi 🪐 completamente diversi. Per un momento pensò di aver finalmente trovato un luogo nel quale la sua diversità non sarebbe stata considerata qualcosa di strano.
Tutti continuavano a guardarlo con la stessa curiosità con cui si sarebbe osservato un animale sconosciuto rinchiuso in uno zoo. Fedex provò a parlare con loro, cercando di ottenere qualche spiegazione, ma ben presto si rese conto che nessuno comprendeva la sua lingua. 🗣️ Tentò di gesticolare, indicò sé stess, indicò la navicella e poi lo spazio attraverso i finestrini, ma nessuno sembrava avere intenzione di rispondere.
La cosa più strana, tuttavia, era che nessuno sembrava allarmato dalla sua presenza.
Dopo qualche minuto, semplicemente, tutti tornarono alle proprie attività come se nulla fosse successo.
Fedex rimase immobile, osservandoli con crescente confusione. Forse, pensò, per quelle creature era perfettamente normale trovare persone sperdute nello spazio. 🌌 Forse quella navicella era stata costruita proprio per raccogliere gli esseri provenienti da altri mondi che, per qualche motivo, avevano perso la propria strada. Oppure, più semplicemente, quegli alieni erano talmente abituati alle stranezze dell’universo da non trovare nulla di particolare in un maiale umanoide comparso dal nulla.
Qualunque fosse la spiegazione, Fedex decise di aspettare.
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Dopo un l u n g o viaggio, la navicella 🚀 iniziò finalmente la discesa verso un piccolo pianeta. Fedex osservò il paesaggio attraverso i finestrini e rimase sorpreso nel vedere qualcosa che gli ricordava moltissimo il satellite del suo pianeta natale. Il mondo era grigio, desolato e disseminato di crateri. L’atmosfera era quasi inesistente e la gravità decisamente inferiore a quella a cui era abituato.
Il pianeta si chiamava Luna. 🌕
Per sopravvivere sulla sua superficie erano necessarie particolari tute che permettessero di respirare, anche se non tutti gli esseri presenti sembravano averne bisogno. Alcuni di loro camminavano tranquillamente senza alcuna protezione, cosa che fece supporre a Fedex che forse quelle creature si fossero adattate all’assenza di ossigeno.
Prima ancora che potesse comprendere cosa stesse succedendo, qualcuno gli mise in mano una piccozza ⛏️ e lo spinse fuori dalla navicella.
Fedex guardò la piccozza.
Poi guardò gli altri.
Infine guardò la vasta distesa lunare davanti a sé.
Non aveva idea di cosa stesse succedendo, ma decise di seguire gli altri e vedere dove lo avrebbe condotto il destino. Anche se fosse stato schiavizzato, in fondo non gli importava particolarmente. Aveva affrontato situazioni ben peggiori e, se fosse stato necessario, gli sarebbe bastata una piccola parte della sua forza per ribellarsi.
Cominciò quindi a scavare.
Il lavoro gli ricordava qualcosa che non aveva dimenticato. La pietra 🪨, il rumore della piccozza, le lunghe ore trascorse sottoterra riportarono alla sua memoria le antiche miniere di carbone nelle quali aveva iniziato la propria ascesa economica. 📈 Quelle miniere erano state il punto di partenza della sua trasformazione da semplice lavoratore a magnate, e ora il destino lo aveva riportato nuovamente sottoterra, ma questa volta su un pianeta alieno.
Fedex trascorse molto tempo esplorando quel mondo e lavorando nelle miniere. Con sua sorpresa, la paga non era affatto male. Riusciva a vivere senza particolari problemi e nessuno sembrava avere intenzione di interferire con la sua vita. Non accadde nulla di particolarmente interessante. Nessuna guerra ⚔️, nessun demone 👹, nessuna magia nera 🔮 e nessun essere intenzionato a conquistare il mondo.
Era tutto tranquillo. Fin troppo tranquillo.
Per una volta, tuttavia, Fedex decise di godersi quella pace. Dopo tutto ciò che aveva passato, forse il destino gli stava finalmente concedendo un periodo di riposo. Rimase quindi sulla “Luna” 🌕 per diverso tempo, continuando a lavorare e a esplorare il pianeta senza preoccuparsi troppo del motivo per cui vi fosse finito.
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Poi, un giorno, il dubbio tornò a tormentarlo. Forse aveva sbagliato qualcosa nelle coordinate.
Fedex prese il Knjiga, il libro sacro che aveva portato con sé durante il viaggio, e iniziò a sfogliarne le pagine alla ricerca delle coordinate che aveva utilizzato per raggiungere quella destinazione. Dopo una l u n g a ricerca trovò finalmente ciò che stava cercando, scritto in caratteri minuscoli nell’angolo di una pagina dedicata alle persone LEGGENDA. 📜
Confrontò attentamente le coordinate. Poi le rilesse. Una terza volta.
Il volto di Fedex divenne lentamente serio. Aveva completamente sbagliato.
Non aveva mancato il bersaglio 🎯 di poco. Non era finito su un pianeta vicino a quello desiderato. Non aveva nemmeno scelto una destinazione vagamente simile.
Era completamente dall’altra parte. Fedex rimase a fissare il Knjiga in silenzio, mentre l e n t a m e n t e realizzava l’entità del proprio errore.
Dopo tutto quello che aveva attraversato, dopo aver combattuto demoni, fondato imperi, perso amici, attraversato mondi e persino rischiato di morire nel vuoto cosmico, la ragione per cui si trovava sulla “Luna” era molto più semplice di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
Aveva sbagliato le coordinate.
Fedex chiuse l e n t a m e n t e il Knjiga e guardò il cielo nero della “Luna”.
«…Porco Dio.»
Da qualche parte, oltre le stelle, il Dio Porco osservava. E, per qualche misteriosa ragione, sembrava quasi divertito.
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