Capitolo 04 (Primo amico LEGGENDA)

Fedex continuò a cercare un luogo che potesse davvero appartenergli, ma nessuno dei villaggi che incontrava sembrava adatto a ciò che desiderava diventare.

Finché non trovò quel piccolo villaggio di guerrieri. 🏘️

Era costantemente attaccato dai mostri, povero e sempre sul punto di crollare, ma proprio per questo i suoi abitanti erano forti. Non avevano scelta.

Ed era esattamente ciò che Fedex stava cercando. 👀

Lì incontrò una famiglia che aveva perso il proprio unico figlio. Quando gli offrirono di restare con loro, lui rifiutò immediatamente.

«Non serve, vi dico che posso cavarmela da solo.»

Ma insistettero così tanto che alla fine, incredibilmente, Fedex cedette.

Fu lì che iniziò il periodo più duro della sua vita.

Ogni giorno si allenava con la spada. 🗡 Ogni giorno perdeva.

Aveva affrontato demoni, guerre invisibili e creature mostruose… eppure non aveva mai conosciuto così tante sconfitte consecutive.

Ma invece di abbatterlo, quelle perdite lo rendevano sempre più determinato.

Durante quell’addestramento incontrò persone che sarebbero rimaste impresse nella sua memoria per sempre.

C’era colui che Fedex soprannominò “Compagno della LEGGENDA“, un nome assurdo, arrogante e teatrale che mostrava chiaramente quanto enorme fosse il suo EGO.

Poi Fabio, l’istruttore, duro come acciaio. 🦾

Rossi, calmo e silenzioso, ma capace di usare la spada meglio di chiunque altro.

E infine Lix, sempre nervoso, sempre pronto a urlare contro qualcuno, ma che col tempo finì per affezionarsi a Fedex quasi come a un figlio.

Avevano età diverse, caratteri diversi, vite diverse.

Eppure insieme funzionavano come una vera famiglia.

Negli anni successivi il villaggio ⛪ cambiò radicalmente. Quello che un tempo era poco più di un insieme di case malmesse circondate da palizzate 𓊏 fragili iniziò lentamente a trasformarsi in una vera roccaforte. 🏯

Insieme ai suoi compagni, Fedex contribuì ad   a m p l i a r e   le mura, costruire nuove abitazioni, rinforzare le torri di guardia e organizzare pattuglie sempre più efficienti contro gli attacchi dei mostri che infestavano la regione.

Ogni battaglia, ogni allenamento e ogni difficoltà affrontata assieme sembravano legare sempre di più quel gruppo di guerrieri, trasformandolo in qualcosa che andava oltre la semplice amicizia.

Per la prima volta dopo tantissimi anni, Fedex iniziò davvero a sentirsi parte di qualcosa.

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Le giornate scorrevano rapide e intense. La mattina iniziava quasi sempre con l’allenamento, dove Fabio li massacrava senza pietà fino a farli crollare esausti nel fango, mentre Rossi correggeva con calma ogni minimo errore tecnico, mostrando una precisione quasi innaturale nell’uso della spada. Lix invece passava metà del tempo a lamentarsi, urlare o insultare qualcuno, ma dietro quel carattere nervoso si nascondeva un uomo profondamente leale, e Fedex capì molto presto che si sarebbe gettato nel fuoco 🔥 pur di proteggere le persone a cui voleva bene.

E poi c’era lui.

Il Compagno della LEGGENDA.

Quel soprannome assurdo, inventato direttamente da Fedex con tutta la serietà possibile, era diventato quasi uno scherzo interno al gruppo, ma col passare del tempo aveva assunto un significato reale. Tra tutti loro, era la persona che riusciva a comprendere Fedex più di chiunque altro.

Non servivano lunghi discorsi tra loro; spesso bastava

uno sguardo per capirsi. Combattevano insieme, ridevano insieme e passavano notti intere ⋆.˚ ☾⭒.˚ a parlare dei loro sogni davanti al fuoco, mentre il vento scuoteva   l e n t a m e n t e   gli alberi attorno al villaggio.

Fedex, che per gran parte della sua vita aveva continuato a scappare senza mai fermarsi davvero, iniziava lentamente ad abbassare le proprie difese. Dentro di sé stava nascendo una speranza che non provava da anni: l’idea che forse quello potesse finalmente diventare il luogo in cui fermarsi

per sempre.

Eppure, più il tempo passava, più quella voce dentro di lui diventava impossibile da ignorare.

Non parlava con parole normali. Era una presenza costante, un sussurro antico che sembrava emergere direttamente dalle profondità della sua anima e che a volte si manifestava nei simboli incomprensibili del Knjiga.

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Fedex non aveva bisogno di tradurre completamente quelle parole per comprenderne il significato. Ormai il libro sacro e quella voce sembravano parlare direttamente al suo istinto, ricordandogli continuamente una verità che lui cercava disperatamente di ignorare.

Stava vivendo la vita che aveva sempre desiderato… ma in scala troppo piccola.

Proteggere quel villaggio lo rendeva felice, certo. Combattere insieme ai suoi amici, vedere le mura crescere, osservare i bambini correre al sicuro per le strade che lui stesso aveva contribuito a difendere… tutto questo gli dava pace.

Tuttavia, nel profondo del suo cuore 💙, esisteva una fame molto più grande. Una fame che non aveva nulla a che fare col denaro 💰, con la gloria o con il combattimento.

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Era qualcosa di più pericoloso.

Destino.

Fedex iniziava a rendersi conto che non era nato per diventare soltanto un guerriero qualunque o il difensore di un piccolo villaggio dimenticato dal mondo. Tutta la sua vita, fin dalla nascita, sembrava averlo spinto verso qualcosa di immensamente più grande. Il demone sigillato dentro di lui, il Knjiga, le guerre, le visioni, le voci… nulla di tutto questo poteva appartenere a una persona destinata a vivere una vita semplice.

Lui era stato creato per costruire qualcosa di ENORME.

Qualcosa che avrebbe lasciato un segno nell’universo. 🌌

Un impero.

E quando finalmente accettò quella verità, comprese anche che non sarebbe mai riuscito a ignorarla.

La decisione maturò   l e n t a m e n t e   dentro di lui, come una ferita inevitabile. Continuò ad allenarsi, a combattere e a vivere insieme ai suoi compagni ancora per un po’, quasi cercando di aggrapparsi a quella felicità il più a lungo possibile, ma ormai sapeva che prima o poi sarebbe arrivato il momento di partire di nuovo.

E quel giorno arrivò.

Non ci furono discorsi epici o grandi cerimonie. Fedex non era il tipo di persona capace di esprimere facilmente ciò che provava, e forse fu proprio questo a rendere tutto ancora più doloroso. Quando annunciò la sua partenza, nel villaggio calò un silenzio pesante. Nessuno cercò davvero di fermarlo

perché tutti avevano capito la stessa cosa: Fedex apparteneva al viaggio più di quanto appartenesse a qualsiasi luogo.

Lix si limitò a imprecare e a voltarsi dall’altra parte per non farsi vedere commosso. Fabio rimase immobile, con le braccia incrociate, cercando di mantenere il suo solito atteggiamento severo, anche se nei suoi occhi si leggeva chiaramente l’orgoglio per il guerriero che Fedex era diventato. Rossi, come sempre, rimase calmo, ma prima che Fedex se ne andasse gli consegnò la propria pietra 🧱 per affilare la spada, un gesto semplice ma carico di significato.

Ma la parte più difficile fu salutare il Compagno della LEGGENDA.

I due rimasero a parlare per ore prima della partenza, seduti fuori dalle mura del villaggio mentre il sole tramontava   l e n t a m e n t e   dietro le montagne. 🌄 Nessuno dei due era bravo con gli addii, eppure quella notte dissero molto più di quanto avessero mai detto in anni di amicizia.

Quando arrivò il momento di separarsi, Fedex si voltò senza guardare indietro troppo a lungo, perché sapeva che se lo avesse fatto forse non sarebbe più riuscito ad andarsene davvero.

Durante i suoi viaggi aveva abbandonato decine di villaggi 🏘️, conosciuto innumerevoli persone e lasciato alle spalle una quantità infinita di volti e ricordi. Era diventata quasi un’abitudine per lui.

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Eppure quell’amico, quel compagno il cui vero nome sarebbe andato perduto nel tempo, rimase impresso nella sua anima più di qualsiasi altra persona avesse mai incontrato.

Perché alcune persone non diventano importanti per ciò che fanno, ma per ciò che riescono a lasciare dentro di noi anche dopo essere scomparse dal nostro cammino.

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