Capitolo 03 (BlockDrop Stagione 1)

Ormai Fedex aveva quasi completato la decifrazione del Knjiga, e ciò che all’inizio sembrava un insieme caotico di simboli privi di significato *₤ *368+6∞√ stava lentamente rivelando una logica nascosta. Per mesi aveva studiato quelle pagine 🗐, restando sveglio intere notti alla luce tremolante di una candela 🪔, osservando ogni simbolo scritto con precisione quasi sovrannaturale.

Non era una lingua normale. Non assomigliava a nessun alfabeto conosciuto, eppure più la osservava più aveva la sensazione che il libro stesse cercando di parlargli.

Fu durante una notte piovosa, mentre ripeteva ad alta voce alcune sequenze di simboli, che la sua mente trovò finalmente uno schema.

Ogni simbolo rappresentava qualcosa che esisteva nel suo mondo:

punti . virgole , numeri 0.

Fedex iniziò allora a trascrivere i suoni iniziali di ogni simbolo, convertendoli in lettere della lingua del suo villaggio. All’inizio il risultato sembrò inutile: parole prive di senso, ammassi di lettere senza significato. Ma poi ebbe un’intuizione quasi ridicola per quanto fosse semplice.

Lesse la parola al contrario, e come per magia il significato gli apparve davanti agli occhi.

Il testo non era stato scritto in una lingua aliena o divina. Era semplicemente invertito, nascosto dietro un codice tanto banale quanto geniale. Simboli trasformati in lettere… e parole capovolte.

A = * B = β C = 5 D = 2 E = € F = / G = ° H = # I = ∞ J = j K = k L = ₤ M = – N = 9 O = 8 P = + Q = 4 R = √ S = 6 T = 3 U = 1 V = “ W = ” X = x Y = y Z = 0

Esempio:   8*∞5   →   oaic   →   ciao

Fedex rimase immobile per diversi minuti, osservando la pagina davanti a sé con gli occhi spalancati. 👀 Era assurdo pensare che nessuno ci fosse mai arrivato, ma in fondo la risposta era semplice: la lingua del suo piccolo villaggio era quasi sconosciuta nel resto del continente. Solo pochi preti ne custodivano ancora le antiche forme, e nessuno avrebbe mai pensato di usarla come chiave per un libro sacro.

Da quel momento il Knjiga iniziò davvero ad aprirsi davanti a lui.

Ogni pagina parlava di guerre ancora mai combattute, di regni destinati a sorgere e crollare, di creature che dormivano sotto le montagne e di uomini abbastanza folli da sfidarle. 🐲

Più leggeva, più sentiva crescere dentro di sé una sensazione scomoda: il libro sembrava sapere chi fosse. Non parlava soltanto di eroi… parlava di lui.

E questo lo terrorizzava.

꧁ 11 ꧂

Fedex non si sentiva pronto per ciò che quelle pagine descrivevano.

Le battaglie narrate nel Knjiga erano Ap0caLitT1cH3, degne di divinità o mostri immortali, non certo di un ragazzo cresciuto tra foreste e villaggi sperduti. Per questo continuò semplicemente a camminare,                avanzando verso l’ignoto senza una meta precisa, quasi sperando che il viaggio stesso potesse   r i t a r d a r e                      il Destino che il libro sembrava aver scelto per lui.

Attraversò decine di villaggi, ma non rimase mai in nessuno per più di una settimana. Aveva imparato che affezionarsi significava soffrire quando sarebbe arrivato il momento di partire, e così preferiva lasciare tutto alle spalle prima ancora che potesse diventare importante. Nessuna promessa. Nessun rimpianto.

Il mondo, però, continuava a sorprenderlo.

Ogni luogo che visitava sembrava appartenere a una realtà diversa. Alcuni villaggi 🏘️ sorgevano in mezzo a immense pianure dorate 🌾, dove il vento muoveva i campi come onde del mare; altri erano nascosti tra montagne 🏞️ tanto alte da sembrare colonne che reggevano il cielo. Vide creature mai descritte nei libri: bestie con corna di cristallo, uccelli enormi che volavano sopra le tempeste, pesci 𒅌 luminosi capaci di nuotare a velocità assurde.

E Fedex amava tutto questo.

Amava la quiete della campagna, dove il silenzio gli permetteva di respirare davvero, anche se spesso doveva intervenire per salvare qualche paesino da mostri comparsi all’improvviso dai boschi o dalle caverne vicine. Ma amava anche le grandi città, il caos delle strade, le luci, i mercanti, il rumore continuo della vita che scorreva senza fermarsi mai.

Vide spiagge così calde da bruciare la pelle sotto il sole e montagne ghiacciate dove persino il respiro sembrava congelarsi nell’aria.

E lui continuò a viaggiare, sempre avanti.

Come se fermarsi troppo a lungo avrebbe significato perdere sé stesso.

Poi, un giorno, qualcosa cambiò.

Arrivò in una piccola città costruita tra il mare, le montagne e la campagna. Era un luogo impossibile, quasi creato apposta per lui. Bastava percorrere una strada per ritrovarsi davanti alle onde dell’oceano, mentre voltando l’angolo successivo comparivano colline verdi e sentieri che conducevano verso montagne innevate.

Era perfetta.

E per la prima volta dopo anni… Fedex si fermò.

꧁ 12 ꧂

Quelli che dovevano essere pochi giorni diventarono settimane. Le settimane si trasformarono in mesi. Infine passarono anni.

Viveva in una capanna insieme a persone incontrate durante il viaggio, individui che lentamente erano diventati una famiglia. C’era una donna che gli ricordava incredibilmente sua madre, non quella che l’aveva abbandonato, ma quella che avrebbe voluto avere. E poi due ragazzi più giovani di lui, pieni di energia e sogni, che lo seguivano ovunque come fratelli minori.

Fu lì che Fedex scoprì un nuovo tipo di potere.

Non la magia. ✨ Non la guerra. ⚔️ L’economia. 📈

Iniziò dal basso, lavorando come semplice minatore nelle gallerie di carbone della città. Passava giornate intere immerso nella polvere, respirando fuliggine e trasportando pietre sulle spalle. Ma aveva una mente diversa dagli altri. Notava dettagli che nessuno vedeva: sprechi inutili, percorsi inefficienti, materiali buttati via che potevano essere riutilizzati.

Mentre gli altri lavoravano soltanto per sopravvivere, lui studiava il sistema.

E lo migliorava.

Mese dopo mese scalò ogni posizione possibile, finché non arrivò a dirigere un’intera miniera di carbone e pietre preziose. Ormai i suoi pensieri erano completamente cambiati. La sua mente funzionava come una macchina in costante movimento.

Come posso ridurre gli sprechi?

Come posso produrre di più?

Come posso trasformare ciò che possiedo in qualcosa di ancora più prezioso?

Fedex era diventato ossessionato dall’idea della crescita. Accumulava ricchezze senza nemmeno sapere davvero perché. Viveva in un enorme palazzo 𝓛𝓾𝔁𝓾𝓻𝔂 nel centro della città, con stanze tanto grandi da sembrare sale reali, e caveau pieni di oro, documenti e materiali rari.

Eppure…

non bastava.

Dentro di lui esisteva ancora quel vuoto. Una sensazione costante, fastidiosa, impossibile da ignorare, come una voce che continuava a ripetergli che stava sprecando il proprio Destino.

Allora cercò altro. Nuovi investimenti. Nuovi commerci. Nuove miniere. Più denaro. Più potere. Ma il vuoto rimaneva.

Finché un giorno, quasi per caso, visitò la nuova arena costruita nel centro della città.

Quel luogo cambiò tutto.

Le urla della folla, il clangore delle spade ⚔︎, l’odore di ferro e polvere… tutto gli ricordò immediatamente la foresta della sua infanzia, le guerre immaginarie tra fazioni, il regno che aveva costruito da bambino.

Per la prima volta dopo anni… si sentì vivo.

Rimase ore intere a osservare gli scontri tra cavalieri, completamente ipnotizzato dalla brutalità e dalla bellezza del combattimento. E alla fine prese una decisione impulsiva.

Si sarebbe iscritto al torneo.

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Fedex spese cifre assurde per prepararsi. 💸 Comprò l’armatura migliore disponibile, una spada perfettamente bilanciata e persino maestri privati che cercassero di insegnargli le basi del combattimento reale.

«Il mio primo vero scontro… che emozione!» disse ad alta voce una notte, da solo nella sua casa.

Davanti agli altri, però, non mostrava quasi mai le proprie emozioni. Parlava poco, solo quando necessario. Spesso si limitava ad annuire o a comunicare con piccoli gesti. Le sue emozioni restavano chiuse dentro di lui, come se avesse paura di mostrarle al mondo.

Quando arrivò il giorno del torneo, l’adrenalina prese il controllo.

E perse miseramente.

Lo scontro durò un tempo imbarazzantemente breve.

La folla quasi rise. Ma Fedex no.

Perché mentre cadeva a terra sconfitto… stava sorridendo. Si era divertito.

Finalmente aveva trovato qualcosa che gli faceva sentire il sangue scorrere nelle vene più di qualsiasi ricchezza o potere economico.

Aveva trovato ciò che gli mancava.

E così, con una calma quasi inquietante, un giorno salutò la città dove aveva vissuto per due anni. I suoi amici piansero, cercarono di convincerlo a restare, ma lui aveva già deciso.

Lasciò loro parte delle sue immense ricchezze e riprese il viaggio.

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