Capitolo 02 (La guerra durata 8 anni)

Per un po’, la pace sembrò reale.

Le risate dei bambini tornarono a riempire la foresta, le guerre tra fazioni divennero ricordi da raccontare con orgoglio, e il regno di Fedex, costruito tra rami, terra e immaginazione, prosperava come se fosse destinato a durare per sempre. Lui stesso iniziava quasi a crederci: che quella fosse la sua vita, che il passato fosse solo un’ombra lontana e che il futuro potesse essere semplice.

Ma il mondo di Enotteh Gizzip non concedeva finali facili.

Qualche anno dopo, senza preavviso, qualcosa entrò nel villaggio.

Non era umano. Non era naturale. E soprattutto… non era solo un altro mostro.

Era un lupo. ⦮ ⦯ 

Gigantesco, alto quanto una casa, il corpo coperto da un manto nero che sembrava assorbire la luce stessa, attraversato da strisce rosse pulsanti che ricordavano vene aperte, come se qualcosa di vivo e malato scorresse sotto la sua pelle.

I suoi occhi ૮₍´◣ _ ◢`₎ა erano voragini, e dentro di esse si muovevano luci che non appartenevano a questo mondo.

La sua presenza bastava a far tremare l’aria.

✩₊˚.⋆☾𓃦☽⋆⁺₊✧

Quando arrivò, gli animali smisero di muoversi, il vento si fermò, e per un istante il villaggio intero cadde in un silenzio innaturale… prima che iniziasse il massacro.

Fedex lo sentì. Non con le orecchie, ma dentro.

Qualcosa dentro di lui reagì, come se riconoscesse quella creatura.

O peggio… come se fosse stata chiamata da essa.

Non esitò e si precipitò verso il villaggio.

Quando arrivò, capì subito che non si trattava di una battaglia come le altre. I suoi poteri, che nel tempo erano cresciuti e che aveva imparato a controllare con disciplina e fatica, sembravano improvvisamente insufficienti davanti a quella presenza.

Provò a colpire il lupo con i suoi raggi di luce ☄️, ma l’energia si disperdeva contro il suo corpo come pioggia su pietra.

Il lupo non combatteva. Per quel mostro era tutto un gioco.

Ogni suo movimento era lento, preciso, inevitabile. Gli artigli spazzavano via tutto ciò che incontravano 彡, e Fedex veniva respinto, lanciato a terra, rialzato e colpito di nuovo, incapace di avvicinarsi davvero.

Combatterono per ore.

Poi per un giorno intero.

Il sole tramontò e risorse mentre la battaglia continuava, e con ogni istante diventava sempre più chiaro che Fedex non poteva vincere… almeno non in quel modo.

Fu allora che capì.

꧁ 7 ꧂

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Non doveva sconfiggerlo.

Doveva contenerlo.

La decisione arrivò come un fulmine: istintiva, inevitabile, terribile.

Richiamò tutto ciò che aveva dentro, ogni frammento di energia, ogni briciola di quella luce che lo aveva salvato alla nascita, e iniziò a tracciare un incantesimo antico, qualcosa che non aveva mai studiato davvero ma che sembrava conoscere da sempre, come un ricordo sepolto.

♾⏲𑁍㊙

Rune invisibili si formarono nell’aria.

𒅒𒈔𒇫𒄆

Il terreno tremò.

Il lupo, per la prima volta, smise di giocare.

Fedex lo stava per imprigionare.

Non in una gabbia.

Non in un oggetto.

Ma dentro sé stesso.

Il rituale fu violento, instabile, quasi incontrollabile. L’energia del demone si ribellò, cercò di sfuggire, di spezzare il sigillo prima ancora che fosse completo, ma Fedex resistette, stringendo i denti, urlando mentre il suo corpo veniva attraversato da qualcosa che nessun essere umano avrebbe potuto sopportare.

Alla fine… il silenzio.

Il lupo sparì. Non sconfitto, ma sigillato dentro al corpicino tremante di Fedex.

I primi anni furono un incubo senza fine.

Ogni notte, quando chiudeva gli occhi, Fedex non dormiva davvero. Si risvegliava in un luogo che non aveva confini, una distesa infinita fatta di mattonelle bianche ⬜ e nere ⬛, ogni passo che faceva cambiava il paesaggio. Apparivano torri ♜ o statue 🗿 di amici.

Un posto pieno di frammenti di memoria, dove il demone prendeva la sua vera forma.

Non era più un lupo.

Era qualcosa di molto peggio.

Mille 👁 occhi 👀 si 👁️ aprivano ⊙ nel vuoto 🕳️, osservandolo da ogni direzione. Voci si sovrapponevano, parlando lingue diverse, ∞*/ 8/∞#56

promettendo,

989 ∞3 8∞55*/ €39€∞9

mentendo,

989 ∞*√∞561 8“∞“ *2 ∞14

ridendo,

*#*#*# ∞*√∞√8- ∞14 € *√8

꧁ 8 ꧂

Tentacoli fatti di ricordi corrotti cercavano di avvolgerlo, mostrando versioni distorte della sua vita, momenti che non erano mai accaduti ma che sembravano reali. Quella era la vera guerra. E nessuno la vedeva.

Durante uno di questi scontri, quello che in seguito sarebbe stato ricordato come la Frattura Nera, il demone riuscì quasi a spezzare il sigillo. Non con la forza, ma con il dolore. Attaccò la mente di Fedex, piegandola, portandolo al limite della follia, costringendolo a rivivere ogni paura, ogni rifiuto, ogni momento di solitudine.

Fedex capì che stava cedendo, quindi fece l’unica cosa possibile.

Con una lama incantata 🗡️, creata per stabilizzare il sigillo, si recise il braccio. 💪

Non fu un gesto eroico, ma una disperazione pura, che però funzionò.

Il dolore spezzò il processo, interruppe il rituale che il demone stava cercando di corrompere, e il sigillo resistette.

Da quel giorno, Fedex non fu più lo stesso.

Gli anni passarono, e mentre lui combatteva nell’ombra, il mondo esterno trovò una pace fragile ma reale. Il villaggio sopravvisse, la gente ricostruì, e lentamente la figura di Fedex cambiò agli occhi degli altri.

Non più solo il bambino strano.

Non più solo il mostro.

Ma qualcosa di diverso.

I fabbri del villaggio, in segno di riconoscenza e rispetto, lavorarono per anni per creare un braccio adatto a lui. Non era solo un sostituto: era un’opera unica, una protesi meccanica progettata per resistere, per combattere, per diventare parte di lui. 🦾

Quando glielo donarono, non dissero molto.

Non ce n’era bisogno.

Dopo otto anni, il sigillo fu completato.

Il demone non poteva più fuggire.

Ma non era morto, dormiva.

E nel suo sonno… aspettava.

Ora Fedex vive lontano dal villaggio, in una piccola casa in cima a una collina, da cui può osservare le rovine di Oelam, l’ultima città caduta sotto l’influenza del demone prima della sua cattura. Quelle rovine 🏚 non sono solo pietra: sono un promemoria costante.

I bambini lo chiamano il guardiano dei sogni 💭, metà per ammirazione e metà per paura. Alcuni lo vedono come un eroe silenzioso, altri come una minaccia che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro.

Un giorno, durante una visita a una vecchia chiesa ai margini del villaggio, Fedex notò qualcosa di strano vicino all’altare. Alcune piastrelle erano leggermente fuori posto, come se fossero state rimosse e rimesse in fretta.

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La curiosità ebbe la meglio. Le sollevò e sotto, trovò un baule.

Vecchio, ma stranamente intatto.

All’interno, tra polvere e oggetti dimenticati, c’era un libro.

E quel libro… non era come gli altri. 📜

Era perfettamente pulito. Come se il tempo si fosse rifiutato di toccarlo.

Sulla copertina erano incisi simboli incomprensibili: k9j∞°*

𓂃˖˳·˖ ִֶָ ⋆📖⋆ ִֶָ˖·˳˖𓂃 ִֶָ

Fedex iniziò a studiarlo. 📚

Non fu facile. Le parole sembravano cambiare, le frasi sfuggivano alla comprensione, ma col tempo riuscì a decifrarne alcune parti. E quando finalmente comprese il contenuto… il suo respiro si fermò.

📘 Parlava di un guerriero nato in un villaggio povero. Diverso dagli altri, con sembianze suine. Rifiutato. Temuto.

Destinato a qualcosa di più grande.

Non era una leggenda qualsiasi, era la sua storia.

Aveva trovato il Knjiga, il libro sacro del maialesimo. ฅ₍ᐢ`🐽´ᐢ₎ฅ

A tredici anni, Fedex prese una decisione che nessuno riuscì a fermare.

Il villaggio era al sicuro. Il sigillo era stabile.

E il mondo… era molto più grande di quella collina.

Prese il libro, guardò un’ultima volta ciò che aveva protetto per anni e se ne andò.

Perché se quella era davvero la sua storia… allora non era destinato a restare fermo. Era destinato a diventare leggenda.

IO SONO LA LEGGENDA!

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