Dopo aver ucciso una persona, caddi in una disperazione contorta.
Ripensavo a quel momento con due menti diverse. Pensavo a come ci si potesse sentire a perdere qualcuno di caro o perdere la vita. D’altro canto pensavo a quanto fosse stato soddisfacente sparare. E così, non avendo soldi per andare al poligono, decisi di farli. Grazie ad un vecchio amico, entrai in possesso di un vecchio portatile e su un sito del dark web mi iscrissi come Sicario.
Mi sono proprio spinto troppo in là, ma ormai non posso tornare indietro, solo io e la mia cara pistola, e che pistola: Colt Cobra calibro 38 nera con manico di legno verniciato di verde scuro. Quando la tenevo in mano sentivo un brivido lungo la schiena, non un qualcosa di spaventoso o spiacevole, al contrario, mi dava una carica di adrenalina. E nella mia testa riecheggia una voce sconosciuta che mi dice di sparare a più non posso.
Non sono molto pratico con le nuove tecnologie, però con l’aiuto di quell’amico riuscii ad adattarmi e in meno di due giorni arrivò il mio primo cliente.
Lui scrive in maniera molto elegante, usando parole che non conoscevo manco, ma per il resto era una semplice richiesta, uccidere una persona.
Avevo tutte le indicazioni sulla lettera: la persona da uccidere, dove trovarla, quando e dove sparagli e anche l’arma da usare, che mi avrebbe procurato lui stesso per mia fortuna. Era tutto pronto, e quando il giorno arrivò, mi recai in quel palazzo che era pronto alla demolizione.
Mi posizionai dove diceva la lettera e così vidi perfettamente la stanza della mia vittima. Posizionai il cecchino, sicura tolta, coprimirino rimosso, silenziatore agganciato, treppiede messo per terra a reggere il cecchino e arma angolata per sparare dritto alla testa. Alle ore prestabilite sparai.
Il colpo sfrecciò verso il bersaglio, un colpo di questo fucile era così forte che il proiettile lo trapassò da parte a parte. Lavoro finito.
Tornato a casa aspettai con ansia. Il pagamento era stato imposto così: un terzo del pagamento subito e il resto dopo aver completato il lavoro.
In meno di un’ora il pagamento arrivò. Essendo un sicario ovviamente i miei clienti sono propensi a pagare senza rimangiarsi la parola data, poiché potevo andare da loro e ucciderli.
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Il primo cliente era soddisfatto, e io più felice che mai, uccidere era proprio un lavoro per me, adrenalina al massimo compensata da entrate di denaro ottime.
Da quel giorno aspettavo con ansia dei nuovi clienti, non vedevo l’ora di sparare ancora e avevo bisogno di entrate di denaro per vivere.
Adesso però avendo ricevuto un cecchino, anche se solo in prestito, ho capito che con un banale revolver anni ‘50 non posso fare omicidi calcolati.
Quindi coi soldi fatti da questo incarico vedo cosa posso prendermi, e come prenderlo. Online a quanto pare ci sono dei cecchini di seconda mano, funzionanti e a basso prezzo. Ciò che sto facendo è altamente illegale e rischioso, ma ne varrà la pena, mercato nero eccomi qua!
Molto interessante, con 3000$ potrei prendermi questo qua: SVD Dragunov, fucile di precisione sovietico, calibro 7.62x54R, caricatore da 10 colpi.
È proprio ciò che mi serve, però devo capire come mettere un silenziatore.
Bene, comprato, ora devo solo aspettare che arrivi il fucile sperando che non mi arrivi nessun nuovo cliente. Blim. No, non può essere, Vediamo che cosa vuole…
Vuole che uccida qualcuno proprio questa notte?! Ma siamo seri, dannazione questo non ci voleva, però per mantenere una buona reputazione devo accettare.
Come diamine posso fare con una misera revolver?! Perché mai mi è venuta un’idea del genere possedendo solo un’arma di altri tempi?! Sono stupido.
Vediamo che altro c’è scritto sulla lettera…
Va bene, non mi sembra troppo complicato, anche se rimane pericoloso come incarico, pazienza d’altronde ho voluto io stesso fare un lavoro del genere.
23/11, 22:40. Bene mi trovo davanti al ristorante, tra venti minuti dovrebbe arrivare la mia vittima. Quindi, ripassiamo il piano: aspetto dietro al ristorante finché non mi arriva il segnale del mio cliente, segnalandomi che il bersaglio sta andando in bagno, a quel punto gli sparo in testa attraverso le grate.
Devo solo trovare il modo di aprire quella grata. La finestrella la apro da dentro il ristorante mentre non sono ancora arrivati il mio cliente e il bersaglio, poi da fuori la blocco in maniera che rimane aperta.
Dannazione, spero che vada tutto secondo i piani.
Il ristorante dentro è molto elegante, raffinato, qualcosa a cui non sono abituato e non potrei mai abituarmi, così altezzoso da farmi vomitare.
Mentre mi giravo ad osservare gli interni un cameriere incapace inciampò facendo cadere una zuppiera di minestrone su di me.
Bene, gli unici vestiti decenti che avevo, rovinati da questo idiota di merda.
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<Dannazione idiota cosa combini!>
<Mi scusi signore, non volevo>
<Pazienza levati dai coglioni!>
Hm… meglio controllare il mio tono di voce, potrei attirare troppo l’attenzione. Arrivato in bagno vedo come il budget era finito, dei luridi bagni noiosi che trovi ovunque, non che la mia casa abbia un bagno migliore.
Bene finestra aperta, ora posso uscire e attendere. Woof! Woof! Che cazzo vuole questo dannato cane, piccolo e insopportabile. Dannato cane, mi ha fatto mettere il piede nella turca Dannazione stupido cane! provai ad aggrapparmi da qualche parte per non cadere, ma la mensola a cui mi appoggiai crollò.
Caddi di culo sul piscio di qualcuno al bordo della turca, in più venni ricoperto di carta igienica, una vera umiliazione e tutto per colpa di quel dannato cane!
Quasi quasi una pallottola non mi serve nel caricatore… Peccato però che farebbe troppo rumore e il piano andrebbe in fumo.
Mi è bastato agitare un po’ la gambe che il cane finì dall’altra parte del bagno.
Bene bene, sono bagnato di piscio con la carta igienica attaccata alla suola delle scarpe e i pantaloni rovinati dai morsi di quell’odioso cane, beh ora usciamo di qui.
Cazzo! il mio cliente è già arrivato. Dannazione mi ha visto! non lo guardo e me ne vado da qui al più presto, appostato dietro i bagni in attesa del segnale.
Blim! Blim! Blim! Questo è il segnale, ora aspettiamo che entri la mia vittima e finiamo questo lavoro. Wreeee che diamine è?! Ma che cazzo è?!
Tempo fa, quando ero ancora in possesso di un televisore, avevo visto sul notiziario che in varie città succedevano eventi non spiegabili scientificamente. Persone che venivano smembrate e case distrutte, ma non si capiva cosa fosse a fare questi danni. Nei pochi video in cui vengono riprese queste assurdità, si vede solo distruzione, come se dei mostri invisibili attaccassero la città.
Adesso, davanti a me…
UN MOSTRO!!!
Terrorizzato presi subito la mia pistola e iniziai a sparare come un dannato.
Il mostro era terrificante: Un pomodoro marcio con la faccia, occhi gialli con l’iride rossa, 8 zampe di gallina color cemento, una enorme lingua rugosa e piena di tagli, denti più grandi e affilati di uno squalo e una coda non troppo lunga che si agitava lentamente in maniera ipnotica.
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Il suo muovere la coda spezzò il tronco di un alberello lì vicino che aveva sì e no un diametro di 10cm, piccolino ma in ogni caso molto resistente per una persona normale che prova a colpirlo. Se muovere piano la coda abbatte gli alberi mi chiedo cosa possa fare se mi colpisse Ho parlato troppo presto! il mostro si girò e mi colpì con la coda, probabilmente mi aveva rotto qualche costola e stavo per perdere i sensi, però riuscii ad aggrapparmi e salii sulla schiena del mostro. Continuai a sparare ma era tutto inutile, il mostro continuava imperterrito a scuotersi per farmi cadere, ma io ormai ero incastrato nel mostro, stavo affondando nella polpa del pomodoro. Presi fiato e pregai aiuto a mio nonno, col cuore a mille stavo per sparare il mio ultimo colpo che avevo nel caricatore a tamburo della mia Colt Cobra. Quel colpo era la mia ultima speranza che avevo per abbattere quel mostro, che con la lingua di fuori emetteva versi, non consapevole di cosa stesse per succedere, come me d’altronde.
Le mie braccia tremavano mentre tenevo la pistola con gli occhi chiusi, però poi li riaprii sorpreso, smisi di tremare e osservai la mia pistola. Su essa erano presenti come dei flussi di energia verdi e luminosi. Provai a premere il grilletto che era diventato duro come il marmo, lentamente riuscii a premere e vidi che la pistola si stava in qualche modo caricando di energia e poi, appena arrivato in fondo, partì un colpo devastante che spazzò via il mostro, lasciando solo un cratere per terra, io quindi caddi per terra e mi accorsi che la parte di struttura del ristorante dove c’erano i bagni era anch’essa distrutta, non era stata distrutta dalla mia pistola ma era stata spazzata via mentre il mostro si agitava.
Tra le macerie del bagno vidi delle parti di corpo completamente a brandelli
<Spero proprio che questo ammasso di carne appartenga al bersaglio>
Mi recai quindi davanti al ristorante dove mi aspettava il mio cliente.
Lui era vestito di nero dalla testa ai piedi, il cappotto che aveva corpiva il collo e parte della faccia e infine portava anche gli occhiali.
<Occhiali di notte?>
Senza rispondermi tirò fuori dalla tasca una mazzetta di banconote, la presi e rimasi fermo a guardare mentre lui si accomodava sulla sua macchina.
Un’altro cliente soddisfatto e altri soldi nelle mie tasche.
Tornai a casa e mi presi una birra per festeggiare. Non c’è niente di meglio che sparare e guadagnarci, ma soprattutto bere!
Penso proprio che questo stile di vita sia fatto proprio per me. L’unica cosa che mi spaventa però sono quei mostri, che diamine era? che cosa ci faceva lì?
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Ripensandoci un’ultima volta, nel momento in cui ero faccia a faccia col mostro, ero completamente terrorizzato, l’unica cosa che riuscii a fare era dire “Vecchio ho bisogno del tuo aiuto” e premere quel grilletto.
Non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione del genere, spero di non incontrare altri mostri del genere.
Da quel giorno passarono due settimane, durante le quali non arrivò nessun nuovo cliente, ma riuscivo a vivere grazie alla grande somma di denaro ricevuta dall’ultimo cliente. Quei soldi mi ricordavano quel mostro, ero ancora spaventato ma anche curioso di sapere.
Faceva sempre più freddo e avevo bisogno di un modo per scaldarmi, i soldi erano tanti ma solo per vivere un mese, non potevo azzardare spese aggiuntive.
Non avevo la certezza di trovare altro lavoro in breve tempo, potevo solo aspettare e sperare l’arrivo di nuovi clienti.
Il lavoro da sicario pagava bene ed era adrenalinico come piace a me, però era pericoloso e senza certezza di arrivare a fine mese.
In pochi giorni arrivò il fucile che avevo comprato, però rimaneva sotto il letto ad aspettare il giorno che lo avrei utilizzato, un giorno che non voleva venire.
Fino a quel momento avevo una vita di alti e bassi, momenti felici e depressi, piena di adrenalina e noia mortale.
Fu proprio adesso che la mia vita stava per cambiare nuovamente.
C’è pioggia fuori, è sera e fa freddo. Sento qualcuno che bussa alla mia porta, controllo dallo spioncino e vedo due uomini vestiti in maniera molto simile se non uguale al mio ultimo cliente: cappotto nero col colletto alto, scarpe Oxford, cappello nero e occhiali da sole.
<Che cosa volete?>
<…>
<Non vi faccio entrare!>
Uno dei due uomini tirò fuori una pistola e sparò al lucchetto della porta, mi allontanai e loro aprirono la porta a calci. Presi da sotto il letto il fucile ma era scarico quindi corsi verso il comodino dove avevo messo dentro la Colt Cobra.
I due tipi entrarono e con un’altro colpo di pistola spararono al cassetto poco prima che potessi aprirlo. Ero con le mani legate, disarmato davanti a due uomini con le pistole pronte a spararmi.
D’istinto alzai le mani, pensando che fossero degli agenti federali venuti a prendermi per la mia attività illegale di sicario.
I due si guardarono in faccia per poi rivolgersi a me ridendo.
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