Capitolo 10 (La fine)

“Issei, vorrei fare un gioco con te.”

Un gioco? mi piacciono i giochi? Non ricordo.

“Ti mostrerò delle persone e mi devi dire cosa ne pensi.”

Sembra un gioco semplice, magari sarà anche divertente.

Lo spirito fece comparire uno strano rettangolo luminoso. Come si chiamava? Televisore? Sì dev’essere così.

Poi con il telecomando lo spirito mi mostrò una scena “di vita quotidiana”.

C’erano due adulti in lacrime, poi un ragazzo gli parlò.

Chiese ai due se avevano bisogno di soldi. Ci fu un taglio di scena e poi i due adulti erano in un vicolo e stavano accoltellando un ragazzino indifeso.

“Ti sembrano cattivi questi individui?” mi chiese lo spirito.

Era una domanda semplice, qualcosa nel profondo mi diceva che era sbagliato uccidere.

Anche se lo hanno fatto per salvare la propria famiglia, era sbagliato.

“Sì, loro sono delle persone cattive.”

Lo spirito sorrise, forse avevo dato la risposta giusta.

Poi mi mostrò un’altra scena.

Un bambino aveva visto i suoi genitori uccidere qualcuno, allora provò lui stesso a uccidere.

Dopo aver ucciso varie persone lo vedevo annoiato, voleva uccidere ancora.

La scena dopo vidi il bambino uccidere i propri genitori, non era arrabbiato, voleva solo uccidere ancora e ancora.

“Anche questo è sbagliato vero?”

“Sì.” risposi immediatamente alla domanda.

Poi lo spirito proseguì a mostrarmi altri filmati. Un ragazzo stava picchiando un altro ragazzo. Non sembrava arrabbiato e nemmeno felice, stava piangendo.

Attorno a lui altri ragazzi presumibilmente della stessa età stavano ridendo.

Il ragazzo che stava venendo picchiato non provò a combattere indietro, chiedendo il perché di tutto questo. Allora il ragazzo gli disse che ciò che aveva fatto era contro le regole della sua gang e quindi doveva essere punito.

“Questa persone ti sembra una brava persona?”

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Stava picchiando qualcuno solo per non aver seguito le regole, poteva risolvere diversamente, senza doverlo picchiare a morte.

“No.” risposi senza aggiungere altro.

Questo gioco non era molto divertente, era un po’ macabro ma non mi importava.

Poi senza dire altro lo spirito continuò a mostrarmi altri filmati.

Una ragazzo stava passeggiando con un ragazzo, poi i due si baciarono.

Qualcosa mi disse che quella scena era imbarazzante e arrossii.

Poi ci fu un taglio di scena, la ragazza si trovava con un altro ragazzo. Il ragazzo era in mutande e a quattro zampe. La ragazza gli disse di abbaiare e lui ubbidì.

Poi un’altra ragazza arrivò e fu scioccata, iniziò a piangere e se ne andò.

Il ragazzo provò a spiegarsi ma non fu in grado.

Dopo un altro taglio di scena vidi il ragazzo con una corda al collo e penzolava senza vita.

“Come mai quel ragazzo si è suicidato?” chiese lo spirito.

Il ragazzo era pieno di lividi sul corpo, la ragazza che gli stava dando ordini aveva una frusta in mano. In più il ragazzo è stato messo in imbarazzo davanti ad un’altra ragazza.

“È stata La ragazza con la frusta a portarlo ad uccidersi.” risposi sicuro di me.

Questo gioco mi stava annoiando, però ero curioso di sapere cosa ci sarebbe stato dopo.

“E se ti dicessi che tutte queste persone sono state controllate da un singolo ragazzino? Cosa ne pensi di quella persona, è cattiva? Andrebbe punita?”

Qualcuno che abbia portato tutte queste persone a commettere omicidi e far soffrire le persone. Di certo è una cattiva persona.

“Sì.”

“Bene, hai risposto giusto a tutte le domande.” disse lo spirito.

Quindi il gioco era finito?

“Adesso voglio rivelarti una cosa…”

“…Tutte queste persone sono dei tuoi conoscenti, cari amici, parenti…”

“…Vorresti ancora punirli.”

Sono tutte persone che conosco? Ma io non li conosco. Forse è parte del gioco.

In questo caso anche se sono miei amici o parenti, quello che hanno fatto è grave, e andrebbero puniti.

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“Sì, sono cattive persone.” risposi convinto.

“Bene issei, ora ti ridò i tuoi ricordi.”

I miei ricordi? Che mi succede?

La mia testa…

…mi fa male la testa.

Quelle persone, le conosco veramente.

I miei genitori…

…Mio fratello…

…I miei amici…

…La mia fidanzata…

La mia memoria era tornata, stavo male.

Avevo appena detto di volerli punire.

“Kami!!!”

“Cosa mi hai fatto fare bastardo?!”

Mi aveva tolto i ricordi per giudicare i miei amici e la mia famiglia.

Non posso dire che erano brave persone, però era semplicemente crudele.

“Issei, calmati.”

“Non posso calmarmi!”

“Il tuo subconscio sa che sono delle cattive persone, tu stesso lo sai…”

“…allora perchè ti arrabbi?”

“Bastardo, bastardo, bastardo, bastardo, bastardo!”

Kami mi ha fatto fare questo stupido gioco.

Mi ha incastrato per bene.

Provai ad avvicinarmi a lui ma non riuscivo a spostarmi nel vuoto.

La gravità non era presente, e non potevo fare altro che guardarlo ridere.

Si stava godendo la sua vita da dio della morte.

“Perchè ce l’hai così tanto con me?!”

“Ha ha ha… Non lo sai?”

“No, non lo so, per questo te lo chiedo.”

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“Tu sei proprio divertente. Ha ha ha… Prova a pensare a cosa hai sempre fatto.”

Cosa ho fatto di male io? Non ricordo di aver mai fatto del male alle persone.

“Non ho fatto niente di male.” risposi.

“Durante i giochi cos’hai fatto?”

“Niente, sono stato bloccato da te, non ho mai potuto agire.”

“Esatto.”

Che? Quindi…

…Mi sta dicendo che io non ho mai agito? Sono sempre rimasto a guardare?

“Che male c’è?” chiesi, confuso.

“Essere neutrali è una colpa. Come dio posso capirlo bene.”

“Cosa stai dicendo? Che mi sto comportando da dio?”

“No no. Peggio…”

Cosa vuol dire? Sono neutrale come un dio ma sono peggio. Forse perchè sono umano?

“…Tu decidi quando essere neutrale. Fai il neutrale solo quando ti conviene. Sei un neutrale imperfetto. Non puoi essere un dio. Sei un opportunista.”

Non può essere, non ho mai commesso alcun reato o omicidio e non ho fatto soffriere nessuno.

“L’ultima cosa che hai detto è sbagliata.” disse Kami, che come al solito mi aveva letto il pensiero.

“Vuoi vedere tutto quello che hai fatto?”

In quel momento una marea di informazioni entrò nella mia testa.

Tutte le persone che avevo abbandonato, tutte le mie decisioni.

Tutto quello che NON avevo fatto.

Anche tutte le scelte che avevo fatto durante i giochi di Kami.

Vedevo ogni morte dei miei amici, ogni cosa che era successa.

Vidi decine di morti una dopo l’altra a ripetizione.

La mia testa stava scoppiando.

Tutto quello che avevo fatto era stato veramente brutto.

“Kami…”

“…Sono una brutta persona.”

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Poi il silenzio.

Non sentivo niente.

Non vedevo niente.

Non pensavo a niente.

Il vuoto mi sembrava ancora più vuoto.

Kami non c’era, io non c’ero.

Ero morto.

La mia mente aveva ceduto a tutto questo dolore.

Però finalmente sono libero dalle catene del mondo.

Posso finalmente riposare in pace.

Questa è la Fine.

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