Capitolo 09 (Rivelazioni)

“Non ti permetterò di dire niente Kami!” disse Kaito mettendosi tra me e Kami.

“Issei andiamocene!” ordinò.

“Ma io voglio sapere!” dissi facendo un passo avanti.

Kaito non sapeva cosa dire, mi guardava quasi terrorizzato. Mi stava nascondendo qualcosa, la mia curiosità aumentò sempre di più.

Kaito ordinò a Ryu di prendermi in spalla e così fece. Venni portato via con forza, cercai di reagire, ma Ryu era troppo forte.

Kami rimase a guardarmi con un pugnetto sulla guancia, e mise il broncio.

Però anche se era dio e poteva fare quello che voleva decise di lasciarci andare.

“Cosa possiamo fare per far sparire Kami?” chiese Ryu guardando Kaito.

“Non ne ho idea, è un’entità superiore, non so se possiamo farci qualcosa. Però a casa avevo preparato un rituale grazie a Himari.”

“Kaito perchè tutto questo?!” chiesi.

“Issei…” Kaito rallentò la sua corsa, Ryu cambiò anch’esso il passo per stargli vicino.

“…Perchè ti amo.” Kaito si confessò davanti a me.

Ryu guardava altrove come se non volesse far parte di questa conversazione.

Io non sapevo cosa dire. Perchè mi amava?

“Un mio amico diceva sempre: Etero fino a quando non si bagna, questa è la mia regola.”

“Che amico?” le parole mi uscirono di bocca senza accorgermene.

“Tu non lo conosci, si chiamava Tsuki. Amavo anche lui, però ora non c’è più…”

Kaito mi amava, lui mi aveva sempre aiutato. Isabella in confronto non mi amava così tanto.

Forse avrei fatto bene a confessarmi a lui, ma per il momento volevo che tutta questa situazione finisse il prima possibile.

“Kaito, per favore dimmi che succede.” provai a chiedere in continuazione.

Lui non mosse nemmeno gli occhi verso di me, ignorandomi completamente.

Smisi di lamentarmi e aspettai, arrivati a casa sua vidi Himari aspettare davanti alla porta.

Kaito aprì la porta e ordinò a Ryu di legarmi, indicando dove si trovava la corda.

Aveva pianificato tutto questo? Quando? Come? Chi è lui veramente?

Ormai mi ero stancato di fare domande, non feci un minimo di resistenza.

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Fui legato e messo in un angolo. Coi miei occhi vidi qualcosa di paragonabile alla magia.

“Tutto quello che ho imparato alla fine avrà un utilizzo!” Himari esclamò fiera.

Era vestita con altri abbigliamenti discutibili.

“Quindi vuoi barricare questa dimensione?” chiese Himari guardando Kaito piegando la testa da un lato. La sua testa stava per toccare la spalla; il suo collo era quasi contorto.

Cosa intende con barricare questa dimensione?

“Sì! Ci barrichiamo in questa dimensione per sempre, dove Kami non potrà interferire.” disse Kaito, per la prima volta lo vedevo ridere spaventosamente. Era una faccia nuova per me, lui è sempre stato sereno e non era mai uscito da quel personaggio. Sta uscendo la sua vera natura o questo Kaito non è quello che conosco io.

In mezzo alla stanza c’era un cerchio di colore rosso scuro, spero non sia sangue.

Kaito insieme a Himari piazzarono vari oggetti intorno al cerchio.

Il cerchio aveva decori precisi e complicati. Nella stanza erano presenti varie candele.

“Abbiamo finito ora dobbiamo solo recitare la formula!” disse Kaito ridendo.

Ma dove sono finito?! Questo non è più il mondo che conosco. La magia non esiste!

Il cerchio si illuminò di rosso, poi verde e infine di blu.

In quel momento arrivò Kami passando attraverso i muri.

“Fermati!” esclamò.

“Non pensavo che ci fosse qualcuno in grado di fare questo. Complimenti Kaito!”

La stanza si illuminò di bianco, non potevo vedere niente.

Chiusi gli occhi e qualche secondo dopo la luce sparì.

“Himari grazie, ce l’abbiamo fatta!” esclamò Kaito entusiasta.

Himari aveva gli occhi spalancati; probabilmente il suo sogno era diventato realtà.

Io ero a bocca aperta, non sapevo proprio cosa dire, tutto questo era assurdo.

“Non pensare che io sia così debole!”

Kami spuntò da un buco nell’aria; stava aprendo la realtà stessa.

“Com’è possibile!” Kaito era furioso, il suo piano era sfumato in pochi attimi.

“Sono un dio, secondo te basta un piccolo cerchio magico per impedirmi di entrare in questa dimensione?” Kami rise.

Ero sicuro che lui non mentisse, lui poteva veramente fare tutto.

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“Non ci capisco più niente, per favore spiegatemi che cosa sta succedendo! Kami dimmi la verità su tutto!” gridai disperato.

Volevo sapere ad ogni costo la verità, ero stufo di rimanere all’oscuro di tutto.

“Kaito non intervenire!” urlai in lacrime.

Con uno schiocco di dita di Kami mi slegò e bloccò i movimenti degli altri.

“Maledetto…” disse Kaito impossibilitato a muoversi.

“Issei, ti hanno sempre mentito, i tuoi genitori, tuo fratello, i tuoi amici e anche la tua ragazza.” disse Kami avvicinandosi a me.

“Ed è tutta colpa di Kaito. Lui ha architettato tutto fin dall’inizio, e per questo volevo vendicarmi.” continuò.

“In che senso… Che cosa ha fatto Kaito?” chiesi.

“Come prima cosa ha portato i tuoi genitori a diventare poveri, poi gli ha dato un lavoro atroce. Infine ha mostrato tutto a Sora. E questo è solo l’inizio…”

“Non ascoltarlo Issei, sta dicendo tutte bugie!” Kaito interruppe Kami.

Di conseguenza Kami chiuse la bocca di Kaito, come con Sora tempo prima. Disperato Kaito cercò di aprirla, ma non poteva farci niente.

“…Ha finanziato le cruente attività di Ryu e lo ha reso un suo schiavo personale…”

Ero senza parole, Kaito aveva pianificato tutto questo?

“…E per finire ha costretto Isabella a diventare cattiva per averti in pugno.”

“Ha architettato tutto per avere te Issei, ti ha tolto la famiglia e la tua amata.”

“Cos’hai da dire come scusa Kaito?”

Con un altro schiocco di dita riaprì la bocca a Kaito.

“L’ho fatto per amore…” disse Kaito in lacrime.

Stava piangendo? È arrivato a tanto solo per amore?

“Ha finto di essere un bravo ragazzo tutto questo tempo, questo è il vero Kaito, manipolatore, spaventoso, una feccia!”

Non riuscivo a crederci, mi stavo innamorando di lui; ma era tutto parte del suo piano.

Kami mi chiese qualcosa a cui non sapevo dare una risposta precisa.

“Issei, ami Kaito?”

“Io…”

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“…Io non posso dire di amarlo anche se i miei sentimenti per lui sono forti, però so che non amo questo Kaito. Io amo quello gentile, la persona che mi consola nei momenti difficili.”

Non potevo amare questo manipolativo essere egoista.

“Hai ragione Issei, quel Kaito era meglio, ma era tutta una menzogna. Lui non è come lo pensavi tu. Nel labirinto delle illusioni le sue emozioni erano uscite.”

Nel labirinto?

Adesso ricordo, Kaito mi aveva chiesto scusa e poi una decina di Kaito mi hanno assalito.

Quindi quelle erano le sue vere emozioni.

“Come fai a dire di amarmi! Dopo tutto quello che mi hai fatto…”

Kaito rimase in silenzio; stava cercando le parole per rispondere. Ma non c’era niente che lui potesse fare per tranquillizzarmi come fa sempre.

“Kami, fallo sparire…”

“No Issei, non capisci. Senza di me non avrai più nessuno che ti ama.”

“Non voglio il tuo amore malato.”

“Per te ho ucciso, e ucciderei anche dio.”

“Non funziona così! Devi guadagnarti il mio amore, non puoi rubarlo alle altre persone.”

Questo battibecco finì con Kaito in lacrime a pensare su quello che aveva fatto.

“Se…” Kaito stava provando a cercare altre scuse, ma era tutto inutile.

“…Se tu non mi vuoi…”

A cosa vuole arrivare?

“…Allora nessuno ti avrà!”

Kaito tirò fuori un coltello e si gettò verso di me. In quel momento il tempo sembrò fermarsi, vedevo Himari che si copriva la bocca con le sue mani, Ryu sempre serio ad osservare la situazione con sguardo confuso. Kaito era furioso, mi amava eppure in pochi secondi cambiò la sua opinione, lanciandosi all’attacco contro di me.

Un attimo prima che mi pugnalava, Kami si mise in mezzo bloccando il colpo.

Quando Kami si spostò, vidi il corpo di Kaito sparire come se fosse in un videogioco. Quadratini di Kaito andavano verso il cielo.

Poco alla volta il corpo di Kaito cadeva a pezzi, Kami lo aveva eliminato.

In pochi secondi anche gli altri iniziarono a sparire. Pure la stanza iniziò a cadere a pezzi.

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“Kami che cosa sta succedendo?!” chiesi un po’ spaventato.

Kami aveva in faccia lo sguardo più inquietante di sempre, il sorriso gli arrivava sugli occhi.

“Sto eliminando questa realtà.” rispose.

Era tutto finito, mi trovavo nel vuoto.

Vedevo solo nero, e non sapevo cosa fare.

Chi sono io?

Uno spirito fluttuava accanto a me.

“Chi sei? Sai il mio nome?” chiesi.

“Oh ma certo Issei.”

Il mio nome era Issei. Lo spirito sapeva chi ero.

“Sono Kami, il dio della morte.”

Il dio della morte? Forse ero morto.

“Dove mi trovo?”

“Sei nel vuoto. Probabilmente non ricordi niente perché ho eliminato il mondo che conosci.”

Il mondo che conosco?

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