Capitolo 30 (Asia)

Shirou prese in spalla Issei e uscì dalla gabbia. Josuke lo seguì. Insieme si nascosero dietro ad una collina.

<Mi sembra di avere un dejavú.>

Il principe guardò il cavaliere svenuto. Senza di lui non aveva idea di cosa fare. Shirou era anche lui della stessa idea.Senza lui come leader del gruppo, essi erano completamente persi.

Nel frattempo Asia era in una casa nel villaggio degli uomini bestia. Non era in una prigione, ma in una strana abitazione piena di uomini e donne bestia.

La ragazza stava seduta in un angolo con la testa tra le gambe. Fissava il muro con gli occhi spalancati e coprendosi le orecchie con le mani. Gli artigli uscirono senza che se ne accorgesse. Lei si guardò le mani che pian piano diventavano sempre più pelose.

Sono un mostro!

Qualcosa di anomalo stava succedendo al corpo di Asia.

Le voci nella testa non smettevano, anzi sembravano essere aumentate da quando entrò nel villaggio.

<Pensavo fosse già fatta e finita. Come mai sta facendo adesso la trasformazione? Non dovrebbe averla già fatta in adolescenza? Mi sembra abbia sui venti anni.>

<Ogni tanto succede per chi non ha vissuto al villaggio per tanto tempo. Starà bene, non preoccuparti.>

Gli uomini bestia abbandonarono la stanza, lasciando Asia da sola.

<Sono stata catturata perché sono debole. Adesso gli altri staranno venendo a salvarmi. Per colpa mia saranno tutti in pericolo. Sono un mostro!>

La ragazza piangeva disperata, si coprì il volto con le mani graffiando di conseguenza la sua pelle delicata con i mostruosi artigli che erano spuntati dalle sue mani. Goccia dopo goccia sotto di lei si era formata una pozzanghera di lacrime.

A pranzo le guardie tornarono nella stanza di Asia per portarle del cibo da mangiare. La ragazza smise di parlare umanamente e abbaiò contro gli uomini bestia davanti a lei.

Essi ignorarono il comportamento di Asia e le porsero un vassoio con tanta carne e una bottiglia di acqua.

La ragazza si lanciò verso le guardie, loro posarono per terra il vassoio e si allontanarono. Asia, ormai su quattro zampe, annusò il cibo, poi iniziò a mangiare proprio come un animale. Lei rovesciò la bottiglia e fece cadere per terra il contenuto, senza pensarci troppo leccò il pavimento per abbeverarsi.

Anche se il suo aspetto era ancora umano, il suo atteggiamento non lo era più. Aveva pelose zampe e orecchie folte, per il resto era una normale ragazza in aspetto. Nessuno penserebbe mai che una persona del genere si possa comportare in quella maniera, soprattutto una dolce serva abituata a comportarsi sempre bene tutto il giorno, tutti i giorni.

Poco dopo aver mangiato però la ragazza rigurgitò tutto il cibo. Non stava bene, il suo stomaco come gli ormoni e tutto il suo corpo si stavano trasformando. Le ore passarono, la sofferenza no. 

Il sole calò dietro le colline verdi, l’oscurità prese controllo dell’ambiente circostante. Finalmente Asia poteva essere tranquilla, le persone andarono a dormire e le voci nella sua testa smisero. Stava piangendo ancora, ma questa volta di sollievo.

A non darle pace però era il mal di testa sviluppato durante la giornata. Sembrava che con la notte fosse peggiorato.

Poi ad un certo punto qualcosa nel suo spirito prese il sopravvento: Il suo corpo diventava sempre più grosso e una marea di peli crescevano su tutto il corpo. Il volto cambiò completamente forma. I suoi meravigliosi occhi si dipinsero di rosso.

Smise di dimenarsi, ormai Asia non c’era più. In quella stanza c’era solo una bestia assetata di sangue. Un mostro con lunghi artigli alloggiava in quella stanza.

Auuuh!

Dopo un breve ululato Asia scattò, con una spallata sfondò il muro dell’abitazione. Lei si mise su quattro zampe e iniziò a correre in una direzione, falciando qualsiasi cosa sul suo cammino.

DROPPATO! Mi ha rotto questa storia, mi fa proprio schifo (rega non sforzatevi di scrivere troppo in poco tempo, vi distrugge!)

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