Capitolo 29 (evasione)

Issei, Josuke e Shirou erano chiusi in una gabbia in mezzo ad una piazza di un villaggio di soli uomini bestia. Principalmente c’erano uomini lupo, però erano anche presenti uomini volpe, uomini gatto, eccetera.

Da una parte c’erano dei campi arati, delle persone zappavano il terreno per poi piantare dei semi. Vicino ad un fiumiciattolo, delle donne lavavano i vestiti. I bambini giocavano rincorrendosi a vicenda. Gli anziani seduti a dei tavoli giocavano a carte.

<Issei, pensi di riuscire a piegare le sbarre?>

Il cavaliere stava fissando il panorama quasi ipnotizzato. Il cocchiere lo fece ritornare però.

<Hm? Ah sì certo. Aspettiamo che non ci sia nessuno in giro e poi—>

Non fece in tempo a finire la frase che le guardie tornarono dopo aver portato via la carrozza demolita. Alcuni ridevano, altri avevano uno sguardo così serio da spaventare i sassi.

<Venite dal regno degli elfi dunque?>

Chiese una guardia.

Issei si voltò verso il cocchiere e Josuke, poi tornò a guardare l’uomo lupo e annuì.

<Quindi siete in combutta con loro?!>

L’uomo bestia sembrava molto arrabbiato, forse era successo qualcosa tra i due regni.

<No…>

Rispose Issei. Non era del tutto sicuro di ciò che dovesse dire per avere salva lavita. Fece del suo meglio però.

<Però siete venuti dal regno degli elfi con a bordo una donna lupo, giusto?>

<Sì…>

La guardia si grattò il mento.

<Siete dei normali avventurieri quindi?>

<Sì…>

Come mai tutte queste domande? Cosa vogliono sapere da noi veramente?

<Mah, aspetterò nuovi ordini, nel mentre non date fastidio ai nostri cittadini grazie.>

Issei rimase perplesso. Stava riconsiderando l’evasione. C’era un briciolo di speranza nelle parole della guardia. Nuovi ordini potevano dire salvezza, ma anche morte.

La guardia successivamente se ne andò.

<Issei, dobbiamo scappare da questa gabbia il prima possibile.>

Shirou aveva ragione, anche se Issei voleva sperare, la possibilità che venissero uccisi era molto alta. Da quando hanno messo piede nel territorio degli uomini bestia sono stati attaccati ben due volte nell’arco di un’ora.

Growl!

La pancia di Josuke emise un sofferente suono, quella della fame. Il principe aveva un orologio interno che gli diceva quando era l’ora di mangiare. Era assurdamente preciso e Issei lo trovò molto utile quando si trovava a castello.

<Ho fame!>

<Hai ragione!>

Issei esultò. Il principe mise il broncio.

<Certo che ho ragione, la mia pancia sta brontolando!>

<Non intendo quello… insomma, se tu hai fame, sarà ora di pranzo.>

<Già. E quindi?>

Shirou spalancò gli occhi.

<Vuoi sfruttare quel momento per evadere?>

<Esatto!>

Qualche minuto dopo la campana del villaggio suonò, indicando l’ora di pranzo. Le donne del villaggio erano già nelle proprie case a cucinare. Josuke col naso sentì l’odore del cibo, la sua pancia brontolò continuamente. I fabbri, calzolai, contadini, eccetera, smisero di lavorare per poter mangiare. Tutti erano a casa a mangiare con la famiglia, da soli o con l’amante.

Una guardia arrivò davanti alla gabbia, guardò Issei, Shirou e josuke con disgusto e poi lanciò per terra una poltiglia puzzolente.

<Questo sarebbe cibo?>

Chiese Josuke. La sua pancia smise di brontolare, aveva completamente perso l’appetito.

<C’è qualche problema? Tanto siete dei detenuti, quindi non lamentatevi. Siete ancora vivi dopotutto.>

Una lacrima scese sul volto del principe.

<Mi manca la cucina di Asia.>

La guardia guardò male il bambino e poi se ne andò.

<è il momento Issei.>

<Sì lo so. Procedo a piegare le sbarre.>

Issei usò tutta la sua forza per piegare il sottile metallo. I suoi muscoli sudati e pieni di vene, sembravano pulsare.

Ugh!

<Che c’è? Sei stanco?>

Shirou rise prendendo in giro la forza del cavaliere.

<Non si piegano!>

Issei era serio, il sorriso di Shirou sparì.

<Come? Stai scherzando?!>

Per quanto sottile il metallo non si muoveva nemmeno di un millimetro.

<Shirou dammi una mano.>

Nemmeno con l’aiuto del cocchiere riuscirono a muovere le sbarre.

<Ma di che cosa sono fatte queste sbarre?! Nemmeno il metallo dei nani è così duro.>

Il metallo dei nani era famoso per essere molto resistente anche se sottile. L’unico problema era il peso del metallo. Era impossibile avere una spada leggera con quel metallo. Non che le spade debbano essere leggere, ma rispetto a una normale spada, quelle fatturate con il metallo nanico erano da cinque a dieci volte più pesanti. Issei era uno dei pochi che usava una spada di metallo nanico.

La vera domanda è come hanno fatto gli uomini bestia, che si trovano a sud est, ad avere un metallo che si trova a nord ovest.

<Cosa facciamo?>

Shirou e Issei erano nel panico, il loro semplice piano era fallito.

Issei furibondo diede una botta alla gabbia, qualcosa sotto i loro piedi scricchiolò. La gabbia, che era piazzata sopra un carro, iniziò a muoversi.

<Oh oh!>

Il carro iniziò ad aumentare la velocità, in secondi i tre stavano viaggiando a una velocità incredibile giù da una collina.

<AAAH!!!>

<Come fermiamo questo coso?!>

<Siamo in una gabbia! Cosa pensi che possiamo fare?!>

In fondo alla collina erano ancorate delle rovine. Issei vedendole, capì che l’impatto avrebbe scaraventato tutti da una parte all’altra della gabbia.

Issei, quindi, prese Josuke in braccio e gli coprì la testa.

<Tenetevi forte!>

Il carro si scaraventò contro le rovine. Il carro di legno venne completamente distrutto, la gabbia si ammaccò.

Josuke fu protetto dal cavaliere, Shirou volò contro Issei.

<Scusa Issei.>

Shirou si toccò la testa e allungò una mano a Issei.

<Issei muoviti, prendi la mia mano e andiamocene da qua.>

<Issei!>

Issei era svenuto dalla botta. Shirou prese in spalla il cavaliere, egli aveva una striscia rossa in testa. Sangue stava colando dalla nuca del cavaliere. Josuke si pietrificò.

<Non ti preoccupare, neanche se volesse farsi male ci riuscirebbe.>

Josuke abbassò lo sguardo, era seriamente preoccupato per il suo maestro.

<Almeno noi due siamo sopravvissuti…>

In quel momento la porta della gabbia, con un suono metallico, si aprì.

<Siamo liberi!>

<Liberi un corno! Dobbiamo ancora scappare! Non ci vorrà molto prima che le guardie si accorgono che siamo spariti!>

Erano evasi dalla gabbia di ferro, ma dovevano ancora scappare dalle guardie infuriate del regno degli uomini bestia.

E con Issei fuori gioco, erano completamente senza speranze.

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