Issei raccolse la spada, gli mancava la forza; non riusciva a stringere bene la spada in mano. La lama cadde conficcandosi nel terreno. Il cavaliere rimase a guardarsi le mani.
<Di nuovo…>
<Sofia… Fukō… Asia…>
<Fukō?>
Chiese Josuke.
<Hm? Oh… Fukō era un mio compagno di battaglia…>
<Fu torturato. Gli minacciarono la famiglia, allora lui rivelò il segreto. Sfortunatamente le torture lo portarono alla morte.>
<Come se non bastasse, la sua famiglia venne uccisa comunque. >
<Io ero lì con lui, eppure non sono riuscito a salvarlo…>
Josuke si tappò la bocca con le mani. Issei rimase a guardare il terreno mentre raccontava la storia, lentamente ripensando a quel momento.
Shirou, razionalmente, si inginocchiò e fissò il terreno.
<Aspetta… non stanno scappando senza lasciare tracce.>
<Non preoccuparti Issei, non sembravano intenzionati a farle del male. D’altronde sono entrambi uomini lupo. Magari hanno pensato che l’avessimo rapita.>
Issei alzò la testa di scatto. Shirou si avvicinò a lui.
<Non possono essere andati molto lontano. Probabilmente c’è un villaggio qua vicino. Issei cosa facciamo? I cavalli e la carrozza non possono passare tra gli alberi, dobbiamo continuare sul percorso.>
<Voglio però farti sapere che non ho intenzione di abbandonare Asia.>
Issei annuì. Josuke rimase fermo in piedi pieno di paura.
Salirono nuovamente sulla carrozza e Shirou mise in moto i cavalli.
Poco dopo incontrarono numerosi cartelli che indicavano la possibilità di attacchi da parte di banditi. Il cocchiere fece aumentare il passo ai destrieri. Il terreno si stava facendo sempre più impervio.
Non molto tempo dopo arrivarono ad un cancello molto rudimentale, fatto di lunghi bastoni di legno con punte affilate. In alto erano presenti due torrette con uomini bestia di guardia.
Gli uomini armati si guardarono tra di loro e poi risero. Cosa avessero in mente non si sapeva.
Le guardie sparirono, e il cancello si aprì. La carrozza avanzò lentamente oltre il cancello.
Dietro la palizzata il bosco sparì del tutto. Decine di capanne costruite con tronchi storti e tetti di paglia occupavano una piccola radura. L’odore di fumo, carne arrostita e pellicce bagnate riempivano l’aria.
Gli abitanti smisero immediatamente di lavorare. Donne con orecchie di ogni genere stringevano i bambini a sé. Alcuni uomini appoggiarono lentamente le asce sulle spalle, altri impugnarono le lance.
Tutti fissavano la carrozza, il silenzio era quasi irreale.
<All’attacco!>
Una dozzina di uomini lupo armati di lance, circondarono la carrozza.
<Ma che cazzo?!>
Lentamente gli uomini bestia si avvicinarono a loro. Le lance sbattevano sul legno del veicolo. Josuke si coprì le orecchie spaventato. Issei estrasse la spada.
<Che vogliono questi bestioni?!>
Issei con un calcio aprì la porta e si buttò giù.
<Ehi! Piano con la mia carrozza.>
Shirou si arrabbiò, ma poi si rese conto che la sua carrozza era già ormai a pezzi dall’inizio del viaggio nel continente dell’est.
Sbuffando tirò fuori anche lui la spada e si buttò giù dalla carrozza.
<Vediamo cosa sapete fare!>
I due iniziarono a combattere. Rispetto a un normale combattimento, dovevano fare attenzioni anche alle mani disarmate degli uomini bestia. I loro affilati artigli potevano facilmente tagliare la pelle dei cavalieri, che non avevano ancora indosso le armature per via del tremendo caldo estivo.
Issei riuscì facilmente ad avere la meglio sulle guardie, la sua forza mostruosa era impareggiabile. Per quanto non gli andasse di farlo, iniziò a contrattaccare. Tutto il suo animo gli urlava di non uccidere, eppure il suo corpo si muoveva da solo.
Non posso salvare tutti! Per quanto egoista sia il mio desiderio, io voglio salvare i miei amici, con o senza l’uso della forza.
Però il suo animo lo teneva al guinzaglio, poco a poco stava perdendo forza. Non per stanchezza, il suo spirito gentile lo stava costringendo a tornare a difendersi senza poter contrattaccare.
<Shirou proteggi Josuke!>
<Non riesco, sono già occupato a salvare i cavalli e la mia stessa pelle!>
Come durante la guerra, Issei si ritrovò circondato, incapace di muovere la spada.
Gli uomini bestia non furono molto gentili come i soldati sul campo di battaglia. Essi affondarono i loro artigli nella carne del cavaliere, facendolo sanguinare in ogni punto, che fosse coperto o meno.
La battaglia continuò incessante, Issei stava perdendo troppo sangue, la sua resistenza era sovrumana, ma la perdita di sangue provocò lo svenimento del cavaliere.
Non poteva farci niente, per quanto avesse potuto continuare a resistere e trovare una via di fuga, la mancanza di sangue lo portò a perdere.
Issei vide davanti a sé i suoi famigliari, Sofia, Josuke e tutti i suoi amici. Pensava fosse la fine.
Poi nero.
Al suo risveglio, era dentro una gabbia insieme a Josuke e Shirou, entrambi privi di coscienza. Issei spalancò gli occhi, prese tra le braccia il principe e lo controllò da capo a piedi. Il corpicino minuto di Josuke aveva appena qualche graffio.
Il cavaliere tirò un sospiro di sollievo.
Shirou però stava messo tanto male quanto Issei. Il sangue, ormai secco, ricopriva i corpi dei due cavalieri.
Issei alzò lo sguardo, si trovava in una piazza dentro una gabbia di ferro. La gente del posto li guardava con disprezzo.
Come se non bastasse, davanti a loro videro la loro carrozza fatta a pezzi. Gli uomini bestia guardavano l’attrezzatura che avevano gli avventurieri come i pirati guardano un forziere del tesoro trovato scavando la sabbia.
<I miei cavalli!>
Shirou si svegliò ed era su tutte le furie. La sua carrozza era stata distrutta, e i suoi cavalli non erano più lì.
<Cosa avete fatto ai miei cavalli!>
<Sono scappati. Ora stai zitto umano!>
Un uomo bestia rise guardando Shirou che si dimenava nella prigione di ferro.
<Se esco di qui vi uccido tutti!>
La guardia si avvicinò e con una lancia iniziò a colpire Shirou attraverso le sbarre. L’uomo bestia sembrava felice di giocare, Shirou un po’ meno. Issei provava disgusto nel vedere quella scena.
Questo comportamento mi sta dando molto fastidio! Quindi l’odio verso Asia è dovuto a questo?! Ma nessuno sapeva che gli uomini bestia fossero veramente dei barbari. Com’è possibile? Forse qualcosa nella mente di tutti li porta a credere che siano cattivi. Forse gli uomini bestia sono diventati cattivi per questo?!
Issei fece una piccola riflessione sugli uomini bestia. Potevano essere stati da sempre cattivi, oppure potevano esserlo diventati dopo essere stati odiati da tutti.
Qualunque fosse stata la risposta, in quel momento i nostri eroi erano stati messi in gabbia e derubati.
Un uomo lupo familiare colse l’attenzione di Issei.
<Ma lui… Lui ha rapito Asia! Ehi! Che cosa hai fatto ad Asia?!>
L’uomo bestia che stava contemplando il bottino si girò verso il cavaliere.
<Che vuoi? Oh, intendi la donna lupo bionda e molto carina?>
<Sì!>
<Mi sembra ovvio. L’abbiamo riportata in patria.>
Più che riportarla in patria, sembrava un rapimento fatto e finito. Issei era su tutte le furie come Shirou lo era per la sua carrozza e cavalli.
Josuke invece se ne stava fermo tra le braccia di Issei completamente spaventato. Tra mostri squarciati a metà da Issei, suo padre intrappolato in una barriera magica e un serpente immortale, quell’attacco fu la cosa più spaventosa che vide in tutta la sua vita. Per la prima volta ebbe paura di morire.
