Sylphiette non fece resistenza e rimase al villaggio a salutare gli avventurieri allontanarsi. Stava piangendo a dirotto. Non voleva essere abbandonata. Con lei c’era sua nonna che la consolò.
<Non preoccuparti, sono sicura che li incontreremo nuovamente un giorno.>
<So che dici così solo per farmi felice. Lo so che non accadrà mai. Ma va bene così. Spero solo che non si caccino in altri guai.>
I nostri eroi si ritrovarono nuovamente a viaggiare su una carrozza diretti chissà dove.
<Va bene, non so dove siamo diretti, però per favore smettetela di guardarmi male. Da qualche parte più avanti sono sicuro che ci sia un villaggio.>
Issei non aveva più tra le mani la mappa che ricevette tanto tempo fa. Non era sicuro di dove fossero, però sapeva che poco più avanti ci fosse un villaggio. Non era certo di quale regno avrebbero attraversato o di chi avrebbero incontrato, però.
Poteva essere un normale villaggio di umani, un altro villaggio di elfi, un villaggio di mostri o demoni, lui non lo sapeva.
Shirou, che aveva imparato ad avere fede in Issei, stava riconsiderando ciò.
Gli alberi, pian piano, stavano diventando più bassi. I giganteschi tronchi lasciarono spazio a comuni querce.
Shirou osservò il sentiero.
<Finalmente una strada decente. Cominciavo a pensare che gli elfi odiassero le ruote.>
Josuke dondolò seduto, continuò ad ondeggiare sempre più forte, finché non cadde dalla seduta.
<Mi annoio!>
<Sfrutta questo momento per riposare.>
<Ma mi annoio a riposare.>
Probabilmente questo monello si lamenterebbe anche del paradiso.
<Da guerriero, spesso viaggi come questo vengono fatti a piedi. Quindi ringrazia Shirou se possiamo riposare le gambe.>
Passarono ore, il sole era molto caldo. Con l’arrivo dell’estate le temperature si erano alzate di molto. Gli alberi più piccoli lasciavano passare i raggi del sole.
Asia che si era rimessa la sua divisa da cameriera, stava sudando. Con una mano provò a sventolarsi la faccia.
Il sudore sulla fronte di Issei, che lentamente scendeva, lo fece scattare.
<Dannazione! Fa troppo caldo! Come siamo messi con l’acqua?!>
Burp!
Josuke digerì l’acqua appena bevuta.
<Siamo a secco.>
Issei guardò il principe con ferocia, sembrava volerlo sbranare.
<Dannato bambino viziato! Adesso come facciamo per il resto del viaggio?!>
<Io dico di fermarci per un po’ all’ombra.>
<Va bene.>
Il cocchiere fece fermare i cavalli, anch’essi erano stanchi e bagnati di sudore. Dopo qualche minuto ripartirono. La loro breve pausa sembrò durare un singolo istante.
Ad un certo punto le orecchie di Asia scattarono, come se avesse sentito qualcosa di preoccupante.
<Sento qualcosa! Non riesco a capire. Sento delle voci…>
<…Aaah! Troppe voci!>
Asia era nel panico, le sue orecchie si contorcevano.
<Che succede?! Asia tutto bene?! Shirou ferma la carrozza!>
Stava succedendo qualcosa di strano alla ragazza lupo. Mille voci entrarono nella testa di Asia. Il suo udito, per quanto sviluppato, aveva la capacità di usarlo a suo piacimento.
Poteva sentire suoni lontani, ma quelli vicini li poteva ignorare. Poteva anche individuare i singoli suoni. Un evento in cui tante voci si sovrapponevano nella testa della ragazza era qualcosa di inaudito.
Thump!
Ad un certo qualcosa saltò sul tetto della carrozza. Poi un’altra bestia assaltò i cavalli.
<Non toccare Valkyrie!!!>
Il cocchiere Shirou era su tutte le furie. Estrasse la spada e si lanciò contro la bestia. Essa con un colpo di artigli spezzò la spada. Shirou rimase in piedi tremante. Davanti a lui non c’era una normale bestia, ma un uomo bestia.
Oh no, ci stanno attaccando! Forse siamo entrati in una zona privata che non dovevamo oltrepassare? In ogni caso devo salvare i miei amici!
Issei rimase sulla carrozza, tirò fuori la spada e si mise davanti a Josuke e Asia.
La bestia scese dal tetto della carrozza, cadde a terra in ginocchio con una mano sul terreno, e l’altra gesticolava qualcosa. Con la coda dell’occhio guardò Issei.
Un enorme uomo lupo muscoloso lo stava guardando con ferocia.
La bestia pelosa estrasse gli artigli, Issei si mise in posa pronto al combattimento.
E se fossero semplicemente delle guardie? Se li attaccassi per primo risulterei un criminale. E non voglio che la gente mi consideri come tale.
Il cavaliere abbassò la spada. Il lupo con un’impressionante velocità si scagliò su Asia. Con una mano la prese di peso e la portò fuori dalla carrozza.
<Issei! Non rimanere lì impalato!>
Shirou urlò contro Issei.
Egli rimase immobile, l’incredibile velocità della bestia fece ricredere le possibilità di vittoria a Issei. Non era nemmeno riuscito a vedere quando il lupo si era mosso. Successe tutto troppo in fretta. I sensi del cavaliere non erano così sviluppati.
Gli uomini bestie erano considerati molto pericolosi, però non erano molto svegli e nessuno aveva mai osato scegliere la vita da criminale. O almeno così si pensava nel continente dell’ovest. Dove i lupi erano pochi, stupidi e deboli.
Issei strinse la spada in mano, tremava. Si voltò lentamente e con gli occhi spalancati guardò verso l’uomo lupo.
<Non toccare Asia!!!>
La bestia sorrise, lasciò andare Asia e poi con un balzo attaccò il cavaliere. Si aggrappò al suo volto, impedendogli di guardare. Gli artigli attraversarono il volto di Issei. Una linea rossa comparve sulla guancia. Solo un istante dopo il sangue iniziò a colargli sul collo.
Il lupo sorrise nuovamente mostrando i canini; sembrava volerlo mangiare.
Nel mentre Shirou stava combattendo l’altro lupo, difendendo i suoi amati cavalli. La bestia non sembrava voler colpire il cocchiere. Schivò continuamente ogni colpo che sferrava Shirou.
Issei riprese la calma e cercò di performare una tecnica difensiva. La coda dell’uomo bestia però afferrò il braccio di Issei e glielo tenne fermo.
Josuke nel mentre era stato completamente ignorato. Con un fendente, il principe fece un taglio profondo nella coda dell’uomo lupo. Dalla ferita uscì sangue giallo.
<Come osi nanerottolo!>
Issei approfittò di quel momento per liberarsi e sferrare un fendente al lupo. Per quanto fosse veloce, non era abbastanza.
<Perchè sono tutti sempre più veloci di me!>
Egli sferrò una raffica di colpi. Uno riuscì a colpire la bestia. L’uomo lupo fece qualche passo indietro. Asia era adagiata per terra, forse aveva perso i sensi per il caldo o per la battaglia. Il lupo sorrise, corse verso la ragazza e scappò.
L’altro lupo, che stava combattendo contro Shirou, seguì il suo compare.
<Nooo!>
Issei corse disperato, ma i lupi corsero talmente veloci, che in poco tempo non erano più visibili.
<È tutta colpa mia. Ho esitato a combattere. Ho cercato la via più facile e pacifica come un idiota.>
<Questa volta non sei un idiota. Hai fatto del tuo meglio.>
<Non ho fatto del mio meglio, altrimenti non avrebbero portato via Asia! Non parlare come se fosse un errore marginale! Non voglio perdere altre persone, te lo avevo già detto no?!>
Shirou rimase in silenzio.
<Cosa facciamo adesso?!>
Asia fu rapita, Issei era irrequieto e furibondo, Josuke era sconvolto; non voleva continuare il viaggio senza di lei. Era come una sorella maggiore per lui.
Calò il silenzio. Si sentiva solo il rumore delle foglie mosse dal vento. Issei lasciò cadere la spada.
Per la seconda volta nella sua vita… non era riuscito a salvare qualcuno.
