Ciò che fino a poco fa era un ammasso di squame e sangue, ora era davanti a loro, senza nemmeno un graffio.
<Come è possibile?!>
Issei non riusciva a crederci, non voleva crederci. Tutti i loro sforzi furono vani. Anzi, portarono il nemico al villaggio.
<Ahahah! Sono immortale!>
Il serpente esultò.
L’oggetto che gli ha dato quel goblin! È quello che gli ha dato il potere dell’immortalità? Sarà veramente immortale? C’è una maniere per uccidere una persona immortale?
Issei si riempì la testa di domande e nessuna risposta. Sylphiette nel mentre era tornata. Anche lei rimase scioccata. Si fermò per un attimo, poi prese la mano di Issei e corse via.
<Woh! Dove mi porti?!>
<A farti curare la tua mano, altrimenti come combatterai quel mostro?!>
Sylphiette aveva ragione, però ciò lasciava Shirou e Josuke da soli. Senza perdere tempo i due si diressero verso la casa della vecchia maga, nonché nonna di Sylphiette e la guaritrice del villaggio.
Nella capanna si poteva sentire la battaglia che stava avvenendo fuori. La maga prese con molta calma la mano di Issei.
<Per favore vecchia, si sbrighi! Non abbiamo molto tempo!>
La vecchia si fermò. Sylphiette diede un calcio a Issei.
<Giovincello, non ti hanno insegnato l’educazione?>
Issei sospirò.
<Mi scusi. Ora può continuare? Magari un po’ più velocemente, per favore.>
La vecchietta sospirò e portò la mano del cavaliere vicino al suo petto. Issei si sentì un po’ in imbarazzo. Dal petto dell’anziana elfa uscì una luce verde accecante.
<Quanto ci vorrà?>
Issei, stando a contatto con il principe, stava prendendo la sua impazienza. Però, in quel momento, era abbastanza giustificato; voleva salvare tutti il prima possibile.
La vecchietta sospirò.
<Potrebbe volerci un’ora.>
<Un’ora?! Non ho tutto questo tempo!>
L’anziana elfa sospirò nuovamente, schiarendosi la voce spiegò.
<Se vuoi velocizzare il processo ci sarebbe una soluzione, ma non so se funzioni tra specie diverse. Per di più, penso che non gradisca una bavosa vecchia ahahah!>
Sylphiette guardò prima la vecchia e poi Issei.
<Di che parli, nonnina?>
<Con i fluidi corporei posso aumentare la potenza della cura.>
La vecchia elfa prese un momento per pensare.
<Però posso anche trasferire la cura nel tuo corpo e, così… beh…>
Sylphiette fece un passo indietro. Tutta rossa, si coprì il corpo con le braccia.
Poi lasciò cadere le braccia lungo i fianchi.
<E va bene, possiamo farlo. Se a te va bene Issei.>
Il cavaliere era confuso.
Di cosa stanno parlando?! Fluidi corporei?!
<Non serve fare l’intero atto, anche se mi sarebbe piaciuto vedere di cosa è capace questo omaccione. Basta anche solo la saliva figliola. Ahahah!>
La vecchietta se la rideva, Sylphiette invece diventava sempre più rossa. Si avvicinò ad Issei, gli prese la mano e la mise nella sua bocca.
Issei arrossì, nemmeno sua moglie gli aveva mai leccato la mano. Era una sensazione molto strana, non riusciva bene a sentire la lingua, le sue dita erano morte d’altronde.
In quel momento la vecchia con una faccia delusa, usò la magia sulla ragazza. Le dita nere di Issei tornarono lentamente del loro normale colore. Poi si mossero.
<Le mie dita! Riesco a muoverle!>
Bleah!
<Non muoverle mentre ce le ho in bocca però!>
<Scusa!>
Piano piano anche le varie ferite che aveva sul corpo si cicatrizzarono. Il cavaliere poteva finalmente sfoggiare tutta la sua vera forza.
Issei uscì dalla capanna gloriosamente, con in mano la sua spada. Pronto ad affettare mille volte il serpente.
Shirou era alle strette, alcuni goblin lo tenevano fermo mentre altri lo pizzicavano con le punte delle spade.
Issei si lanciò contro i nemici, mosse la spada a destra e sinistra per poi colpire il terreno. Anche se sembrava aver mancato il bersaglio, dal terreno uscirono spuntoni di terra che scaraventarono via i goblin.
<Bentornato Issei!>
Il cavaliere diede la mano a Shirou per aiutarlo a rimettersi in piedi, poi sorrisero e si fiondarono contro il nemico.
Lo affettarono continuamente; serpenti saltavano fuori dal suo corpo, ma poi vi ritornavano.
Il serpente era veramente immortale.
<Cosa facciamo Issei?!>
<Non chiederlo a me!>
Nessuno sapeva come affrontare un avversario immortale. I due continuarono a colpire il mostro cercando qualche punto debole.
<Voglio provare una cosa, riesci a tenerlo a bada ancora una volta?>
Shirou era nuovamente a combattere il serpente da solo. Issei però aveva un piano: Distruggere l’intero corpo con un solo colpo.
Issei si fermò, il suo respiro era pesante, chiuse gli occhi e poi iniziò a danzare. Il cocchiere era confuso, ma si fidò del cavaliere.
Il serpente però aveva capito cosa voleva fare il cavaliere. Con potenti colpi scaraventò all’indietro Shirou. Il mostro corse verso Issei per fermarlo.
Issei aprì gli occhi e con un grido di battaglia si fiondò sul serpente. Con un potente colpo falciò il corpo del mostro. Non rimase niente a parte i suoi occhi.
I serpenti però tornarono subito per ricreare il corpo del serpente.
<Dobbiamo impedire che si riformi!>
I due si passarono gli occhi, lanciandoli di mano in mano. Poi però i bulbi rossi iniziarono a diventare incandescenti. I due non potevano più toccarli.
Un elfo poi portò un vaso. Rinchiusero gli occhi all’interno, ma i serpenti arrivarono in velocità e spaccarono il vaso.
Il serpente si riformò nuovamente.
<Dannazione, così non va!>
<Poveri stolti. Io sono immortale! Non mi sconfiggerete mai.>
<Cattivo da quattro soldi, stai zitto!>
Josuke si intromise. Issei si fece scappare una risata.
<Io non sono un cattivo! Sono uno scienziato! Mi serviva l’immortalità per continuare i miei esperimenti. Quindi se non vi dispiace devo tornare al mio laboratorio.>
Issei mise in dubbio ciò che stava dicendo il serpente. Però abbassò la spada, non sapeva se continuare a combattere o meno.
In quel momento il serpente attaccò Issei, lo azzannò. Del liquido verdastro colò sul corpo del cavaliere. Poi egli perse i sensi.
Nel mentre Sylphiette preparò una balestra enorme e si posizionò sul tetto della base militare. Nonostante la distanza, la mira dell’elfa era eccezionale. E la balestra scoccava frecce con estrema forza rispetto ad un normale arco.
Posizionò una freccia speciale, creata con la roccia più dura del continente.
Il cocchiere nel mentre, su tutte le furie si scagliò contro il serpente. Continuò ad affettare e affettare il serpente inutilmente.
<Bastardo! Cosa gli hai fatto?!>
<Gli ho dato una dose del mio veleno speciale. Lo ucciderà in meno di dieci minuti!>
<Lo sai? L’unico modo che avete di uccidermi è aspettare! Sai, l’immortalità non ha alcun effetto contro l’invecchiamento. Infatti non sono io quello che voleva l’immortalità, ma un certo mago. Come si chiamava? Ah già: Zouken!>
Shirou non sapeva chi fosse quel mago, lui continuò a combattere ignorando le parole del serpente.
Poco dopo, tutti i preparativi per la balestra erano pronti. Sylphiette premette il grilletto.
La freccia si scagliò violentemente, la velocità e la potenza con cui viaggiava era qualcosa di inimmaginabile.
La freccia colpì in pieno l’occhio destro del serpente, mandandolo in pezzi.
AAAH!
Il serpente strisciò all’indietro.
<Bastardi!>
Il mostro si voltò e scappò ad un’assurda velocità.
La balestra era troppo lenta da caricare, e ormai il serpente era nascosto tra le foglie del bosco.
Non riuscirono a sconfiggere il nemico. Issei era a terra sofferente, Josuke paralizzato dalla paura e Shirou continuò a difendere il villaggio di Langlebig dai goblin rimanenti per il resto della giornata.
