L’elfa era molto agile, correva a destra e sinistra, schivando ostacoli con facilità. I goffi cavalieri invece sfondavano tutto ciò che li intralciava.
Nel mentre Issei pensò a cosa fare una volta davanti al serpente. La sua velocità era troppo elevata per uno scontro diretto. Magari essendo in tre potevano distrarlo ma sarebbe stato troppo difficile coordinarsi; non si conoscevano bene tra di loro.
Potrei usare quella tecnica. Forse non riesco ancora a farla con la mano sinistra però. Aaah dannazione, non so cosa fare.
La tecnica a cui stava pensando Issei era molto complicata e non aveva mai provato a farla con la mano sinistra. L’aveva oltretutto imparata dai demoni. Una tecnica segreta e proibita.
Indeciso, Issei scelse l’opzione più fattibile, con però scarsa probabilità di successo: Una manovra a tenaglia.
<Shirou, proviamo a fare una tenaglia, stammi lontano a sinistra. Sylphiette, tu rimani in alto sugli alberi a coprirci.>
<Va bene!>
<D’accordo!>
I tre si misero in posizione e corsero nella direzione del nemico. Una volta intravisto un accampamento di goblin, tutti si fermarono. Cercarono di fare meno rumore possibile.
Il serpente stava parlando con un goblin, e non sembrava affatto contento. Si controllava dietro, sapeva che lo avrebbero inseguito.
L’accampamento nemico era in una piccola valle piena di alberi con il tronco sottile. Le probabilità di vittoria si erano abbassate ancora di più. I grossi cavalieri non sarebbero mai riusciti a sferrare alcun attacco in un posto così claustrofobico.
Crack!
Il cocchiere calpestò un ramo e il rumore risuonò in tutta la foresta. Fu scoperto, allora Issei si abbassò per evitare di farsi vedere pure lui. Non stava abbandonando il suo amico, lo stava usando come esca.
Il serpente corse verso il cocchiere con tutte e quattro le spade in mano. In quel momento Issei scattò verso il serpente da destra.
<Ti ho visto!>
Il serpente lanciò una delle spade nella direzione del cavaliere, ma una freccia deviò la lama. Poi altre frecce piombarono da sinistra.
<Ancora tu?! Goblin all’attacco!>
Una pioggia di frecce si abbatté su di loro e volarono anche massi. Dei goblin armati di spada accorsero il serpente.
Quando furono cacciati via, i cavalieri non erano riusciti a prendere le loro armature in tempo. Avevano solo le loro spade.
Se quella pioggia li avesse colpiti, per loro sarebbe stata la fine.
Issei chiuse gli occhi. Ricordò gli insegnamenti appresi in passato. Quando era piccolo ammirava i cavalieri reali. Ognuno aveva una tecnica segreta, chi sapeva combinare le fiamme con la spada, chi usava il vento, chi la terra.
Issei, che era rimasto a lungo al castello con il principe Kazuma, si ricordò di una tecnica che gli aveva mostrato un cavaliere reale.
In tutta la sua vita non era mai riuscito a eseguirla bene, soprattutto con la mano sinistra, ma non c’era altra opzione.
Issei con gli occhi chiusi mosse la spada in maniera quasi robotica. I gesti erano netti e precisi. Poi aprì gli occhi, urlò qualcosa e puntò la spada in cielo ad un angolo. La lama divenne lunghissima e si allargò a ventaglio. Quella era la tecnica del cavaliere protettore: una tecnica difensiva che devia qualsiasi colpo.
Tutti fissarono il cielo increduli ai loro occhi. Nessuno aveva mai visto qualcosa del genere.
I cavalieri reali usavano le loro tecniche raramente e pochi avevano potuto ammirare tale bellezza. Issei invece aveva potuto addirittura imparare tale tecnica.
Il cavaliere che gliela insegnò non pensava che un giorno egli sarebbe stato in grado di usarla. Eppure Issei trasformò un miracolo in realtà.
<Ce l’ho fatta!>
Issei esultò, le frecce sparirono, pure i massi. Ma la battaglia era appena iniziata.
Ancora confuso da ciò che era successo, il serpente rimase fermo a fissare il cielo. Il cocchiere, con un balzo, strappò una spada al mostro.
<Anche io so usare qualche tecnica.>
Sylphiette non si fece lasciare indietro. Lei non conosceva tecniche segrete, ma era molto abile con l’arco.
Il serpente smise di lamentarsi di ogni cosa che gli facevano, rimase zitto e attaccò. Lo sguardo serio mise timore negli occhi di Issei.
I mostri con questo livello di intelligenza sono sempre un problema, ma questo è su tutt’altro livello!
Il mostro squamato fece indietreggiare il cocchiere, colpendolo ripetutamente. Shirou era pieno di ferite, stava sanguinando da braccia e gambe.
Se non si sbrigavano, Shirou sarebbe morto. Issei corse più veloce che poteva verso il serpente, sfoggiò ogni tipo di tecnica veloce, ma il serpente era semplicemente troppo veloce. Esso tenne testa a entrambi i cavalieri.
<Mira agli occhi!>
Urlò Issei all’elfa. Quella tecnica funzionava sempre in tutte le situazioni in cui si trovava.
Per Issei, la testa del serpente era troppo in alto, quindi doveva affidarsi a Sylphiette. Ella scoccò una freccia dritta agli occhi rossi del serpente. La freccia fece centro, per poi cadere a terra, come se avesse colpito un muro.
<I miei occhi sono fatti di cristallo! Hahaha!>
Issei spalancò gli occhi, non poteva credere che la sua migliore strategia avesse fallito miseramente.
<Dobbiamo trovare una soluzione!>
Il cocchiere non sarebbe resistito ancora molto. I goblin ormai erano vicini. I tre stavano per essere messi alle strette. Se anche quei piccoli mostri si fossero messi in mezzo allo scontro, avrebbe perso.
<Shirou! Ce la fai a resistere ancora un po’?>
<Non penso!>
Dietro di loro però qualcosa si mosse. Un forte vento si scagliò contro di loro. Issei e Shirou vennero spazzati via, qualcosa li aveva colpiti.
<Che sta succedendo?!>
Issei non riuscì ad aprire gli occhi, il vento era troppo forte. Una sagoma accanto a lui stava agitando quella che sembrava una spada. Il roteare della spada era quasi ipnotico, il cavaliere riconobbe subito quei movimenti.
<Non ci credo. Josuke sei tu?!>
La sagoma del bambino si girò verso di lui sorridendo.
Poi tornò a concentrarsi verso il serpente. Il principe era riuscito a usare la tecnica che Issei gli aveva mostrato tempo prima: il Tornado di Colpi.
<Una tecnica demoniaca?!>
Il serpente era sorpreso; non pensava che ci fosse qualcuno in grado di usare certe tecniche, men che meno un bambino.
Quando il vento si calmò, il serpente era ricoperto di ferite. Issei non esitò a dargli il colpo di grazia.
<Prendi questo, bastardo!>
Il cavaliere si lanciò contro il serpente.
<Dammi la pietra stupido goblin!>
Il serpente prese in mano un oggetto e lo guardò con ammirazione, ignorando completamente Issei.
Con un fendente potentissimo il cavaliere mozzò la testa al serpente. Sangue verde spruzzò dal suo collo. Il corpo del mostro crollò per terra con un sonoro tonfo.
<Josuke! Come hai fatto ad usare quella tecnica?! È difficilissima, nemmeno io la so usare…>
Josuke si mise a ridere.
<Me l’hai insegnata tu, no?>
Issei non poteva crederci, gli scese una lacrima e poi abbracciò il piccolo. Dei versi dietro di loro però li infastidivano.
<Dobbiamo ancora uccidere questi goblin, poi torneremo a casa!>
Tutti e quattro presero le armi in mano e iniziarono a spazzare via tutti i goblin. Sangue volò da ogni parte. Tra uno scontro e l’altro Josuke vomitava, Issei rideva e gli altri si impegnavano a sterminare i mostriciattoli.
<Prima che arrivino altri goblin, andiamocene!>
Issei ordinò la ritirata. Se fossero rimasti a sconfiggere ogni singolo goblin, sarebbe arrivata notte. Se non crollavano loro prima.
