Capitolo 14 (Gilda)

Intanto nella locanda il piccolo principe Josuke si annoiava, voleva diventare un avventuriero e combattere contro i mostri.

Asia vedendo il principe decise di portarlo fuori in città.

<Ti va di uscire a fare compere con me?>

Il principe sorrise e annuì. Tutto era deciso, lasciarono la locanda e si diressero verso il mercato.

Asia aveva tenuto da parte un gruzzolo di soldi per se stessa, ma adesso non aveva più importanza. Doveva spenderli per il bene del regno.

Mano nella mano i due andarono di negozio in negozio a comprare cibo per la lunga giornata a venire.

Mentre Asia comprava del pane, il piccolo Josuke giocava con altri bambini.
Quando diceva loro che era il principe, nessuno gli credeva. Però quando diceva di essere un asso con la spada, tutti gli credettero, dopo che sconfisse tutti i bambini in duello.

Oltre ad essere un talento nato, gli insegnamenti di Issei avevano dato i loro frutti.

Asia, nel mentre, faticava a trovarsi a suo agio, un po’ come sempre. Le sue orecchie da lupo venivano viste male, non perché il clan degli uomini lupo avesse fatto qualcosa di male, ma perché era semplicemente diversa da tutti.

La sua bellezza non aiutava, tutti erano attratti da lei, e il disagio che provava era unico. Alcuni la odiavano per avere le orecchie da lupo, altri la corteggiavano; non era una vita facile.

<Lo sai che sei molto bella.>

Il principe stava camminando con la serva e la guardava con ammirazione. Asia arrossì, non era la prima volta che gli veniva detto, ma sentiva che le parole di Josuke erano sincere.

La giovane ragazza sorrise leggermente e continuò a camminare. Sembrava tutto calmo, come a dimenticare ciò che era accaduto durante la mattina.

Il sole calò e tutti tornarono alla locanda, Asia si era già messa ai fornelli per preparare la cena, il principe Josuke stava seduto al tavolo ad aspettare il cibo, ed era intento a guardare fuori dalla finestra. Issei e il cocchiere Shirou si buttarono nei loro letti, stanchi di tutti i mostri affrontati durante la giornata.

Mentre cucinava, Asia si schizzò con dell’acqua bollente, l’urlo sofferente levò momentaneamente ogni dolore al corpo di Issei. Egli si fiondò in cucina, ma non c’era nessun nemico da sconfiggere, solo una cuoca maldestra. Issei si rilassò e tornò in stanza ad aspettare paziente.

A cena ognuno parlò della propria giornata, Asia raccontò di tutti i tipi loschi che la corteggiavano o dei mercanti che non la lasciavano entrare nel negozio.

Il principe raccontò di come aveva sconfitto tutti i bambini del posto grazie agli insegnamenti di Issei.

Invece il legame tra Issei e il cocchiere Shirou migliorò notevolmente, tra loro c’era intesa. Entrambi cavalieri del regno di Wohlstand, pronti a dare la loro vita per il regno.

In tutte le storie apparve sempre l’argomento degli avventurieri aggressivi.

Perché erano tutti così cattivi e permalosi? Come mai solo in questa città?

Issei non capiva il perché e se lo fece un suo problema.

Il giorno dopo i cavalieri tornarono nella gilda, con due obiettivi, quello di racimolare altro denaro e quello di capire come mai gli avventurieri erano così aggressivi e risolvere la situazione.

Issei andò verso il bancone, la ragazza della gilda stava mostrando un finto sorriso.

<Come posso aiutarvi?>

Issei si avvicinò alla ragazza per poterle bisbigliare.

<Da quanto tempo la trattano così?>

La ragazza sospirando si toccò il petto.

<Non è sempre stato così. Un tempo era tutto tranquillo, poi un giorno qualcuno si accorse che bastava fare ciò che c’era scritto nelle quest e ricevere la ricompensa.>

<Non c’era nessuna regola sul comportamento, quindi molti smisero di essere gentili.>

<La voce che in questa gilda si poteva fare quello che si voleva si sparse e ormai non c’è più nulla da fare.>

Issei si girò verso Shirou, la situazione era complicata; una voce che si sparge è qualcosa di difficile da combattere.

I due cavalieri sospirarono e uscirono dalla gilda, però avevano un’idea.

Poco dopo entrò un bambino con dei fogli in mano con scritto qualcosa. Egli li appese all’entrata e per tutta la gilda.

La ragazza della gilda lo guardava appendere quei volantini, non capiva cosa stesse facendo e il perché. Poi arrivò davanti al bancone dove si accettavano le quest e si ricevevano le ricompense, il posto in cui lavorava la ragazza della gilda.

Il bambino si mise di spalle alla ragazza con i volantini in mano.

Durante tutta la mattinata, avventurieri di ogni stazza e razza risero nel vedere la scritta sul pezzo di carta. Quando qualcuno si comportava male il piccolo dava un’occhiata fuori dalla finestra, poi quando gli avventurieri uscivano dalla gilda venivano messi KO da dei cavalieri con la faccia nera.

La ragazza non riusciva a credere ai suoi occhi. Col tempo la gente iniziò a comportarsi bene.

Il loro piano funzionò perfettamente. Il piccolo Josuke con i volantini impartiva agli avventurieri di comportarsi bene, e se non lo facevano, il principe dava il segnale a Issei.

Lui e Shirou, con le facce avolte da un panno nero, mettevano KO gli avventurieri sgarbati.

Dopo qualche ora si sparse già la voce che dei giustizieri dal volto coperto punivano chiunque non si comportasse bene.

Tutta questa messinscena però poteva crollare con velocità, allora Issei ebbe un’altra grande idea.

Il cavaliere prese una magia che aveva comprato al mercato poco prima, essa permetteva di creare un manichino.

Bastava appoggiare un disegno sulla pergamena magica per imprimerlo nel manichino.

Con essa Issei fece generare un suo sosia per spaventare gli avventurieri che non credevano alle dicerie.

Il manichino si poteva muovere tramite comandi vocali dell’utilizzatore.

Questo semplice piano era molto efficace.

La ragazza della gilda non sapeva cosa dire, provò ad offrire del denaro per ringraziarli, ma Issei non lo accettò. Per lui era stato solo un semplice gesto da bravo cavaliere che era.

Dopodiché, come se non fosse successo niente, Issei e Shirou tornarono a fare le quest per procurarsi il denaro necessario per ripartire verso il castello del re.

Chissà perché non esistono ancora guardie magiche personali. Aiuterebbero molto i più deboli.

Nella gilda tornò a regnare la calma, la ragazza della gilda non poteva crederci.

Era bastata una mattinata ed un piano ben pensato per risolvere il problema che perseguiva la povera ragazza della gilda.

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