BUG è un progetto che parte dal ripristinare il funzionamento di un mini quad. Il quad è rimasto per anni abbandonato nel garage, con terra e altre cose che il piccolo me ha messo nel serbatoio.

Dopo aver portato fuori il quad ho immediatamente rimosso il serbatoio.


Finito di pulire ho potuto controllare il carburatore, il pezzo meccanico che si rompe più spesso su questo tipo di veicoli.

Esso era in pessimo stato, la membrana era completamente distrutta e la gomma che faceva da pompa era cotta. Ho comprato un nuovo carburatore che per qualche motivo non sembrava funzionare.

Dopo smontato entrambi i carburatori, abbiamo preso le parti buone di quello vecchio e unite alla nuova membrana del nuovo carburatore. Il lavoro era quasi completo.
Misi un po’ di grasso sulla vecchia catena, non sarebbe vissuta a lungo ma volevo provare se funzionava il quad.
Stabilito che il quad funziona, ho provato la velocità massima: 24km/h
Ora era il momento di attuare il progetto BUG: BUG è l’abbreviazione di Buggy, che è il tipo di veicolo che voglio creare. In oltre mi sono ispirato alla canzone BUG di Karaiki Bear, cantanta da Flower. In più BUG in inglese significa insetto, che è un po’ la forma che gli verrà essendo un buggy.

Smontai con cautela ogni singolo componente del quad. Controllai il pistone e cilindro, ed erano in ottimo stati. Ho approfittato dell’occasione per girare il cilindro così da mandare i gas di scarico direttamente dietro di me invece che fargli fare un’intero giro sotto il motore, soprattutto perchè volevo abbassare il centro di gravità.

Intanto che il motore era fuori dalla struttura, ne approfittai per controllare la trasmissione, per fortuna non c’era alcun problema con quella.

Successivamente iniziai a pensare a come posizionare i componenti. (La ruota grande era per simulare la seduta)

Grazia a mio papà abbiamo avuto “un’ottima” base per fare la struttura del buggy. Mio papà trovò una vecchia cariola inutilizzata.

Iniziai dalle sospensioni davanti, essendo un buggy volevo inclinare le sospensioni per attutire gli impatti di punta.

In poco tempo avevo già un’idea su come fare le sospensioni e un’idea di sterzo.

E sempre grazie a mio papà che mi ha dato una mano nel trovare materiali, la prima parte dello sterzo era pronta.

Ora potevo pensare alla posizione del motore e sospensioni posteriori.

Dopo qualche ragionamento e addirittura giorni per trovare qualcosa che funzionasse, grazie a mia madre che ha trovato una vecchia cyclette, avevamo l’occorrente per fare le sospensioni posteriori.

Nel mentre stavamo progettando le sospensioni, ho comprato pignone, corona e catena nuovi. Mi sono anche permesso di ordinare una corona con meno denti per avere una massima velocità superiore, dato che 24km/h sono lenti e questi veicoli dovrebbero fare i 30km/h per legge. I piani non sono andati come pensavo…

Grazie alla mia scuola mi sono procurato anche un asse posteriore robusto. Perfetto perchè il buggy era più largo rispetto al quad che era.

Anche quella parte era apposto, ora toccava al meccanismo più complicato del buggy: lo sterzo.

Dopo alcune iterazioni dello sterzo, esso non voleva venire bene, era sempre troppo duro e fragile.
Grazie alla scuola ebbi la possibilità di lavorare gli assi posteriori per farli funzionare.

Finii le sospensioni posteriori. Le mie saldature non erano granché e qui arrivò nuovamente l’aiuto di mio papà.

Dopo molti tentativi, mi arresi, lo sterzo era penoso ma almeno funzionava.

Dopo aver passato un’intera giornata tra i cavi, anche i freni e l’acceleratore erano completi. Poi ho saldato i manubri della cyclette come volante. Successivamente ho saldato delle placche di metallo per sorreggere il motore. Poi ho attaccato il serbatoio con delle zip.

In fine ho tagliato lo scarico che girava sotto il motore per andare dritto dietro di me. Era tutto pronto.

Ero riuscito a costruire in tempo per l’esame il mio buggy!
A scuola tutti andavano fuori dalle classe per ammirare la mia creazione. Mi sono sentito felicissimo della mia creazione e delle persone che apprezzavano i miei sforzi. O almeno così speravo… I miei compagni amarono la mia creazione, i professori fecero come se non esistesse. Non calcolavano nemmeno la mia di esistenza. Essendo l’unico ad aver compiuto qualcosa nei cinque anni, forse potevo essere premiato, l’unico studente che fa della meccanica come hobby per poi portarla come progetto per l’esame, eppure a nessuno importò e passai l’esame di quinta superiore con il sesanta.

Non mi importa dei risultati che gli altri mi hanno attribuito, io sono felice di aver creato questo buggy usando le conoscenze apprese durante la mia vita. Ora però bisogna fare il grande passo…
Progetto Gagliardo in arrivo…
